Museo Civico Basilio Cascella: L’edificio, situato all’inizio di via Marconi, fu ceduto dal comune a Basilio Cascella, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, purché vi aprisse un laboratorio di arti grafiche. Nacque così una scuola artistica che attirò un gran numero di giovani e diventò un nucleo importante per la cultura locale e nazionale. Nel 1966 il laboratorio fu ceduto al comune di Pescara, che lo trasformò in museo civico nel 1975. Oggi ospita opere di Basilio Cascella, dei figli Tommaso, Michele, Gioacchino e dei figli di Tommaso, Andrea e Pietro. Inoltre conserva alcuni mobili originali dell’epoca, bozzetti, ceramiche, pietre litografiche, schizzi e cartoline. Dal 2015 a maggio ospita il Premio Nazionale di ritrattistica pittorica “Ritratti Contemporanei”. Nell’immagine in evidenza: Testa di donna.


BASILIO CASCELLA: La prima figura importante della famiglia Cascella è sicuramente quella di Basilio Cascella nato a Pescara, nel 1860. Egli frequentò la scuola serale degli Artieri di Pescara e lavorò come apprendista nello stabilimento tipografico Luigi Salomone. La sua formazione artistica non è legata alla frequentazione di nessuna scuola, ma è il frutto del suo lavoro e del contatto con molte personalità dell’arte del tempo in tutta Italia. La sua opera si rifà esplicitamente al verismo. Le sue attività creative sono molteplici: egli è stato litografo, pittore, grafico, ceramista, illustratore e fotografo. Dal 1895 il Cascella si trasferisce a Pescara ed il consiglio comunale della città delibera la cessione di un terreno per permettergli di costruire uno stabilimento litografico e di pittura. Tale concessione ha rappresentato un momento importante per la città poiché con essa è nata una vera e propria scuola di scultura ed illustrazione. Lo stabilimento litografico, ancora oggi esistente in viale Marconi a Pescara, è sede del Museo civico “B. Cascella”, dal 1905 al 1914 produsse le bellissime stampe de “L’Illustrazione abruzzese”.




Prima: “Il bagno della pastora” è un dipinto a olio su tela (163×225 cm) realizzato nel 1903 dal pittore italiano Basilio Cascella. Conservato presso il Museo civico Basilio Cascella di Pescara, raffigura una fanciulla in un ambiente bucolico tipicamente abruzzese. Il dipinto fu realizzato presso lo stabilimento litografico di Cascella situato a Pescara nel quartiere di Porta Nuova. L’autore cominciò il dipinto nel 1899 ma fu più volte interrotto durante la sua realizzazione. Fu infine concluso nel 1903 per essere esposto in occasione della Biennale di Venezia dello stesso anno. Tuttavia, il dipinto andò disperso durante il trasporto da Pescara a Venezia; fu ritrovato intatto trent’anni dopo nei pressi di Ancona e restituito a Cascella. La donna raffigurata è Concetta Palmerio, moglie di Cascella e modella prediletta che compare anche in altre opere del pittore. La dimensione illustrata è quella della favola, un motivo che richiama il mondo agreste tipico dell’Abruzzo, regione natia dell’artista, e che costituisce un elemento ricorrente nella sua produzione artistica. I motivi del dipinto includono un erotismo naturale e innocente, rappresen-tato tramite la pastora e il suo compagno, posti come Adamo ed Eva in un nuovo paradiso terreste dell’anima, condizione primordiale dove l’essere nudi significa appartenere alla natura.

























