Parco “LA PINETA Dannunziana o D’avalos”: La Riserva naturale di interesse provinciale Pineta Dannunziana è una riserva naturale che si trova nella zona meridionale della città di Pescara. È nota come la Pineta D’Avalos, dal nome della famiglia che al tempo dei Borboni, possedeva il marchesato di Pescara. È la più grande area verde della città, con più di 50 ettari di area protetta e contiene una notevole varietà di specie di flora e fauna, tipiche della macchia mediterranea. Nell’immagine in evidenza: Disegno di fantasia di Consalvo Carelli, ritraente il villaggio fortificato di Pescara come doveva apparire nel 1474, veduta dal porto.




Il laghetto artificiale è una attrazione turistica, ma assolve anche al ruolo di richiamo stazionamento di uccelli migratori, di insetti e anfibi. Numerose sono le piante di sponda dalle vistose fioriture (Iris gialla, Salcerella rosea, ecc.) ed acquatiche.


IL KURSAAL: La costruzione che meglio di ogni altra caratterizzò l’espansione della cittadina verso la pineta e punto centrale di questa progettazione è il Kursaal marino . Disegnato da Antonino Liberi come ritrovo culturale e ricreativo della borghesia pescarese , divenne l’equivalente pescarese del Padiglione Marino. Venne inaugurato Il 14 agosto 1910 con un sontuoso banchetto campestre di cinquecento coperti e grande entusiasmo. Il “Kursaal” (casa delle cure) era un elegante fabbricato classicheggiante che spiccava per la raffinatezza del doppio loggiato dagli incantevoli colori rosso antico e giallo . Ma i propositi di dar vita nell’area della Pineta a un vivace e stimolante quartiere balneare con la “città giardino”, come aveva progettato Liberi, rimasero solo delle idee, dal momento che la burocrazia e le varie restrizioni legate alle vendite dei lotti arenarono il progetto e il Kursaal rimase un esempio isolato di ciò che l’intero progetto avrebbe dovuto concretizzare. L’entusiasmo venne definitivamente meno con l’avvento del primo conflitto mondiale che determinò l’interruzione della preminente funzione che l’edificio aveva, per breve tempo, ricoperto.
(Dopo) L’AURUM: Derivato dall’integrazione tra il Kursaal e l’addizione progettata da Giovanni Michelucci alla fine degli anni Trenta del Novecento è sicuramente l’edificio più singolare di Pescara che ha plasmato e influenzato la storia e lo sviluppo urbanistico dell’intero quartiere , il Rione Pineta.

La RISTRUTTURAZIONE dell’AURUM: Per decenni la struttura rimase abbandonata correndo il rischio di essere demolita. Nel 2003 il Comune di Pescara decise di acquistare e recuperare l’edificio, con l’intenzione di farne un contenitore culturale multifunzionale, atto ad ospitare mostre, eventi, seminari e convegni. L’idea attorno la quale è ruotato l’intero progetto di riqualificazione è stata quella di conservare quanto più possibile l’autenticità dell’architettura e di mantenere determinati materiali ed elementi costruttivi. La ristrutturazione, iniziata nel 2005, ha interessato una superficie complessiva di 10.000 mq ed è stata attuata tenendo conto sia della ‘memoria’ degli antichi ambienti sia della necessità di recuperare nuovi spazi per le attrezzature tecnologiche e le moderne esigenze funzionali .





A seguire alcune delle Ville Liberty della Pineta: Le ville della Pineta, soprattutto, rappresentano i tratti distintivi dell’architettura dello stile Liberty della città. Si tratta di ville di questa corrente artistica sorta nel nostro paese tra gli ultimi decenni del XIX secolo e gli inizi del XX, strettamente legata all’Art Nouveau francese. Se pur relativamente tardi rispetto al resto d’Europa, il Liberty in Italia ha profondamente segnato l’architettura del primo quindicennio del Novecento, interessando in particolar modo l’edilizia popolare. La tipologia dei villini nel pescarese segue i canoni dettati dal movimento artistico, soprattutto per soddisfare le necessità di una società sempre più attiva e moderna. Si tratta di case in mattoni con tetto sporgente e fasce di decori con un piccolo giardino propaggine della pineta , ad un piano rialzato , qualcuna con seminterrato , molte ad un piano, altre a due , alcune con il torrino-altana. Tutte presentano temi decorativi del genere Liberty ma il tono resta sommesso e lontano dalle forme artistico-scultoree del Modernismo e del virtuosismo. La loro vera ricchezza consiste nel dialogo incessante con la Pineta e il mare.


Dopo: Il VILLINO COSTANZO è stato progettato nel 1924 dall’architetto Nicola Simeone in via Figlia di Iorio L’edificio è costruito su piano rialzato con accessi al giardino tramite piccole scalinata a terrazza. L’apparato decorativo interpreta temi fitomorfi rinascimentali in stile liberty a tema marittimo in particolare conchiglie di differenti forme e medaglioni intervallati da colonnine e mensole che accompagnano la sporgenza del tetto.









Dopo: VILLA GENIOLA La villa fu progettata da Guido Angelini sul lungomare della Pineta in via Primo Vere e si affaccia direttamente sull’arenile. L’immagine architettonica ha una certa impronta moresca ma è connotata da compresenza di più stili. Il piccolo portico di accesso al piano terra è a tre archi di colonne Il terrazzino che lo sormonta è delimitato da una balaustra a colonnine con capitello su cui poggia la trabeazione continua per l’affaccio. Una decorazione a losanghe orizzontali disegna il fregio di sottotetto che perimetra l’intero edificio altre decorazioni a bassorilievo sono disegnate sul tema di tralci e grappoli d’uva diversamente intrecciati.













