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FRANCIA: FONTANA di VALCHIUSA – PROVENZA

Fontaine-de-Vaucluse è un comune francese di 582 abitanti situato nel dipartimento di Vaucluse della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il paese è un tipico borgo medioevale. Nell’immagine in evidenza: Le acque del Sorga.

Il paese è un tipico borgo medioevale. Questo villaggio si chiamava una volta semplicemente Vaucluse: la valle chiusa . Vaucluse è poi divenuto il nome del dipartimento, quando questo fu istituito nel 1793 durante la Rivoluzione francese. A Fontaine-de-Vaucluse soggiornò a lungo Francesco Petrarca, che sarebbe stato ispirato proprio dal torrente Sorga per i famosi componimenti dedicati a Laura, come Chiare, fresche et dolci acque. Le “chiare fresche e dolci acque” cantate da Petrarca sono quelle, verdissime, di una imponente sorgente, da cui prorompe il torrente Sorga direttamente dalla parete rocciosa, e che si trova a pochi minuti a piedi dalla piazza centrale in una valletta boscata ed è caratterizzata dal fatto che da poco se ne conosce con esattezza l’origine idrogeologica. La fonte stessa dà il nome al paese che risulta essere meta turistica per chi visita la Provenza. Soltanto nel 1985 è stato chiarito il mistero della sua origine: il punto più basso del sifone è infatti a −308 m di profondità. La sorgente è l’unico punto di uscita di un bacino sotterraneo carsico di 1100 km² che raccoglie le acque del Mont Ventoux, dei monti di Vaucluse e della montagna di Lura. La sorgente: a 5 minuti a piedi dal villaggio e gratuita la vista dei questa cavità dalle acque turchesi è di eccezionale bellezza. Nelle giornate di particolare abbondanza il flusso arriva a 20mc al secondo. Museo Petrarca: il piccolo museo celebra la permanenza del poeta dal 1337 al 1353 e del suo incontro con l’amata Laura. Chiesa Notre-Dame-Saint-Véran: bella chiesetta in stile romanico provenzale. Museo dei Santons e delle tradizioni provenzali.

(Sopra) FRANCESCO PETRARCA: In questa Provenza di antichi trovatori è possibile ancora stabilire un contatto che non sia solo turistico, si riprovano emozioni inseguen­do i segni di una figura idealizzata in vita ed in morte (Laura morirà di peste nel 1348), vicenda che indurrà il poeta a riconoscere, nel sonetto – proemio del Canzoniere, che “quanto piace al mondo è breve sogno“. Alla caducità dell’umano Francesco Petrarca era del resto ben consape­vole di opporre il segno dell’immortalità, quando, accen­nando a questo luogo, scriveva all’amico Philippe de Cabassole: “La sorgente della Sorgue, già famosa per sé stessa, è divenuta ancora più celebre per il mio lungo soggiorno e i miei canti” (Sen.X 2).  Sentimento che traspare anche da un’altra frase (Fam.VII 3) “Giammai alcun luogo mi ha procurato più piacere né più vivi stimoli“. Il soggiorno di Petrarca in Valchiusa, interrotto da frequenti viaggi in Italia, Belgio, Germania, durò circa dieci anni, dall’autunno del 1337 fino al ’52.  Anni  molto produttivi:  vi iniziò il De viris illustribus, l’Africa, scrisse le Egloghe, il De vita solitaria, il De otio religiosorum, gran parte del Canzoniere.

(Dopo) MOSTRO COULOUBRE: La narrazione tradizionale racconta il difficile compito di Saint Véran di liberare la regione di un mostro, metà dragone e metà serpente, chiamato Couloubre, che terrorizzava gli abitanti del villaggio. Il Santo guidato dalla grazia divina si sbarazzò di questa bestia malefica e feroce compiendo il famoso miracolo, liberando così il paese e la sorgente Sorgue da questa creatura alata.

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