Il Giro delle Chiese

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ROMA: CHIESA DI GESU’ e MARIA

Più correttamente dei Santi Nomi di Gesù e Maria) è una chiesa (1633-1635) barocca di Roma, situata nella centrale via del Corso, nel rione Campo Marzio. Nell’immagine in evidenza: Controfacciata.

La Chiesa occupa parte di un terreno, oggi compreso tra le vie del Corso, di Gesù e Maria, del Babuino e di San Giacomo, su cui, agli inizi del XVII secolo sorgeva una villa con giardino di proprietà di Antonio Orsini, nipote del cardinale Flavio Orsini. Il terreno ed i suoi fabbricati furono acquistati dagli Agostiniani scalzi nel 1615, per costruirvi la loro nuova sede romana e la casa per la formazione dei seminaristi.

La Facciata della chiesa, di Carlo RAINALDI, è in travertino e mattoni. L’unico Portale d’ingresso è sormontato da un timpano a lunetta e da un finestrone rettangolare; è affiancato da 4 lesene corinzie, che sostengono la trabeazione con la scritta Iesu et Mariae, ed un grande timpano triangolare di coronamento. La Chiesa è ad un’unica navata, con volta a botte e 3 cappelle per lato. Essa misura 27 metri di lunghezza e circa 15 di larghezza; la cappella che compone l’altare maggiore è di 7 metri per 7. La volta fu decorata da Giacinto Brandi con una tela raffigurante la Glorificazione della Vergine con i quattro evangelisti; sul cornicione della volta vi sono statue in stucco che raffigurano i profeti ed altri personaggi dell’Antico Testamento. – Sul lato sinistro della chiesa vi sono le cappelle dedicate a San Tommaso da Villanova, a San Giuseppe e alla Madonna del Divino Aiuto. Tra le cappelle, sono collocati due monumenti funebri: il primo è dedicato ad Ercole e Luigi Bolognetti, fratelli del benefattore della chiesa, Giorgio Bolognetti, il cui monumento funebre si trova tra la cappella di san Giuseppe e quella della Madonna del Divino Aiuto. – Sul lato destro della chiesa vi sono le cappelle dedicate al Crocifisso, a San Nicola da Tolentino e a Sant’Anna. Tra esse, due monumenti funebri: il primo dedicato a Pietro e Francesco Bolognetti (di Francesco CAVALLINI del 1681), il secondo a fra’ Mario Bolognetti (di Francesco Aprile), esempi fra i più caratteristici della scultura barocca funeraria. Il Presbiterio e l‘Altare maggiore si caratterizzano per l’imponenza e la ricchezza dei materiali utilizzati. La tela d’altare è di Giacinto BRANDI e rappresenta Gesù che incorona Maria (1679).

CAPPELLA del Divino Aiuto: L’Altare, con marmi policromi, e il tabernacolo, a forma di tempietto, sono di Giacomo Paticchio. La pala, di scuola napoletana, con al centro un piccolo quadro della Madonna, copia di un originale di Luca Cranach, venerato a Monaco di Baviera, dono del nostro Servo di Dio, Fra Barnaba, di Grumes (Trento), è di Alessandro De Alessandri (1793). A Destra monumento funebre a Donna Flavia, di Carlo Bizzaccheri; a sinistra, monumento al Cavalier Francesco Romolino, di un discepolo del Raggi.

CAPPELLA della MADONNA del DIVINO AIUTO: La cappella venne decorata tra il 1791 e il 1793 su progetto di Giacomo Paticchio. Nell’occasione fu trasferita sull’altare la venerata immagine della “Madonna del Divino Aiuto”, già nella Cappella di Sant’Anna: L’immagine è inserita in una tela attribuita a Pietro Labruzzi, con i Ss. Agostino e Monica.

ALTARE: Pietro Labruzzi, S. Agostino e S. Monica;

PARETE Destra: Giulio Cartari e Giovanni Pietro Mauri, “Memoria funebre di Flavia Bonelli, principessa d’Altomare” (1891); Pietro Labruzzi,Adorazione dei pastori”.

PARETE Sinistra: Agostino Penna, “Monumento del Cav. Francesco Romolini” (fine del XVIII secolo); Ignoto Artista, “Fuga in Egitto” (fine del XVIII secolo)

CAPPELLA di Sant’ANNA: La Cappella fu ristrutturata nel 1765, quando vennero realizzati l’Altare, la Balaustra e la Pala. L’opera attribuita al COSTANTINI nell’Inventario del 1812, sostituisce un dipinto di Girolamo PE-SCI dello stesso soggetto., descritto nella guida seicentesca dell’abate Filippo Titi. La pala d’altare di Ermenegildo COSTANTINI ha per soggetto: Sant’Antonio Abate, La Vergine e Sant’Anna (1765).

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