Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Breve GIRO Per BARREA – L’AQUILA

Barrea  è un comune di circa di 680 abitanti della provincia di L’Aquila. Situata in Alto Sangro, è una località turistica grazie alla presenza dell’omonimo Lago (di origine artificiale) e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

BARREA:

E’ situata in un territorio montano prospiciente alla Valle del Sangro e al lago di Barrea. Il centro abitato, posto ad un’altitudine di 1.060 m s.l.m., occupa una sporgenza all’estremità orientale del lago racchiusa dalle ripide fiancate dei monti della Meta a sud e il monte Greco a nord. Il suo territorio è compreso nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il lago fu costituito nel 1951 dallo sbarramento del fiume Sangro ed è utilizzato per la produzione di energia elettrica. La Zona Umida del Lago di Barrea, gestita dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dal 1976 è nella lista delle aree previste dalla Convenzione di Ramsar. Barrea si ritrovò sul fronte durante la seconda guerra mondiale, dal momento che si affacciava alla linea Gustav. La popolazione fu costretta a sfollare e il paese subì gravi danni e ingenti saccheggi. Al loro ritorno, i barreani si ritrovarono in una con-dizione di miseria assoluta. Con il declino delle economie tradizionali ripartì l’emigrazione, favorita anche dalla creazione del lago, agli inizi degli anni ’50, che strappò all’agricoltura le terre più fertili. Altra battuta d’arresto per il paese fu il terremoto del 1984, che ha causato la definitiva perdita del tessuto sociale del centro storico cittadino. 

FONTANA del MAMMARINO:  È formata da un muro che sostiene un sovrastante  terrazzo, raggiungibile tramite una scala laterale, in cui è situato un piccolo fornice ad ar-co a tutto sesto addosso al quale è posta   la fontana e un fornice più grande e più profondo che contiene il lavatoio.

Il CASTELLO: Fu costruito tra l’XI e il XII secolo dai feudatari Di Sangro ed è composto da una torre più   antica a base quadrata, una torre a pianta circolare aggiunta solo nel XV secolo per sorvegliare l’accesso principale del paese e la cinta muraria che forma così un perimetro irregolare fortificato. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1984, ospita attualmente eventi culturali.

FONTANA di BARREA: Si trova nella piazza princi-pale del paese presso la Chiesa di San Tommaso. E’ interamente  costruita  di pietra. È composta da un fornice con capitelli e arco a tutto sesto modanato e inquadra  to e da 2 semicolonne sopra i rispettivi piedistalli.

CHIESA di San TOMMASO: Chiesa parrocchiale cittadina, venne eretta nel XIII secolo e consacrata il 2 apri-le 1300 dal vescovo di Trivento Giacomo. È stata più volte danneggiata e restaurata nel corso dei secoli, ma particolarmente significativi sono stati gli effetti del terremoto che ne demolì il campanile (poi ricostruito nel 1710), l’incendio che la interessò durante la seconda guerra mondiale e il terremoto del 1984. Il prospetto principale è caratterizzato da un Portale tardo-rinascimentale in pietra locale. L’interno, ripartito in tre navate, è decorato con stucchi e dorature in stile barocco. Nella seconda metà del Settecento fu affrescata da Paolo Gamba da Ripabottoni, ma parte della sua opera è attualmente perduta.

Il tempio originario venne costruito nel XIV secolo e consacrato da Andrea da Valleregia, vescovo di Larino, nel 1345. È presumibile comunque che prima di esso vi fosse un edificio di culto più antico. Al momento della creazione dell’invaso artificiale di Barrea, negli anni Cinquanta, dal momento che la chiesa si sarebbe venuta a trovare al di sotto del livello dell’acqua, venne ricostruita nella posizione attuale conservando le linee originali e riutilizzandone gli elementi architettonici principali, come portale e altari.

CHIESA della MADONNA delle GRAZIE: L’edificio ha pianta longitudinale a 3 navate senza transetto. La navata centrale termina nel coro rettangolare coperto da volta a crociera, mentre al termine delle navate laterali sono presenti due cappelle voltate a botte. Il presbiterio è separato dal resto della chiesa da un arco a tutto sesto ed ha il pavimento rialzato di quattro gradini. Le navate laterali sono separate dalla centrale da tre archi ogivali per parte, poggianti su setti murari di varie dimensioni e altezze. Nel 1716 la chiesa era dotata di pulpito in legno che forse aveva sostituito un ambone in pietra scolpita, del quale rimangono alcuni frammenti riutilizzati in altra sede. La facciata è a capanna con tre ingressi ciascuno sormontato da un oculo. L’ingresso principale è decorato con un portale in stile gotico sormontato da una nicchia che ospitava in passato l’antica statua marmorea della Madonna. L’interno conserva alcuni degli altari originali decorati con intarsi marmorei policromi. La copertura delle navate è a capriate di cemento armato a vista. Altari e cappelle: Gli altari e le cappelle erano costruiti su committenza di famiglie benestanti che di solito acquisivano sugli stessi anche lo jus sepoltura. Per la loro realizzazione erano spesso utilizzati materiali di pregio e maestranze specializzate. Inoltre erano decorati con quadri e statue e corredati di arredi sacri (candelieri, tovaglie, cartaglorie, ecc.). Le famiglie dotavano altari e cappelle di rendite in denaro e proprietà, terreni e beni immobili, ottenendo in cambio la celebrazione di messe in suffragio periodiche. I diritti dei privati sugli altari e le cappelle, le rendite e i beni a essi assegnati erano sanciti da rogiti notarili. Tali diritti erano quindi ereditari e potevano essere ceduti ad altri come qualsiasi altro bene privato. Il notaio Quaranta, nel suo Inventario sulle chiese di Barrea, asserisce che nella chiesa erano presenti dieci altari. Nella struttura attuale sono rimasti, oltre all’altare maggiore, 5 altri altari.

Ambone benedettino: La presenza di un ambone in pietra del XII secolo nella chiesa è ipotizzabile poiché esistono alcuni resti lapidei che, per analogia con amboni esistenti in altre chiese benedettine abruzzesi e non, sono riconducibili a una struttura di questo tipo. I resti ancora esistenti sono:

Una scultura di leone avente sul dorso un basamento ottagonale dal bordo fregiato attu-almente posizionata su due mensole sporgenti dal campanile della chiesa di Maria SS delle Grazie.

– Una testa di leone, parte di una scultura analoga alla precedente, murata nello stesso campanile.

– Quattro frammenti in pietra scolpita, possibili plutei dell’ambone, ora murati nella cappella funeraria della famiglia Di Loreto (ultimi proprietari del Convento) nel cimitero di Barrea.

– Un elemento in pietra di forma leggermente convessa decorato da colonnine con capitelli corinzi collegate da archetti a tutto sesto, ora riutilizzato come base di un altare nella cappella funeraria della famiglia Di Loreto.

E’ noto che tali elementi erano stati in precedenza riutilizzati per la realizzazione di una fontana situata in passato nei pressi della chiesa e del convento e demolita insieme ad essi. La pertinenza dell’ambone alla chiesa di Maria SS della Baia è deducibile da tale contiguità e dal fatto che non è plausibile appartenesse ad altre chiese presenti nella valle come quella annessa al monastero di S. Angelo di Barreggio, distrutta prima della diffusione di questa tipologia di amboni (sec. XII – XIII). L’eventuale presenza di tale ambone retrodata la costruzione della chiesa di almeno un secolo.

       CHIESA della CONGREGA di Santa MARIA delle GRAZIE: La chiesa è stata edificata nel 1643 ed è appartenuta alla Congrega della Madonna delle Grazie. Si trova di fronte al fianco sinistro della chiesa di San Tommaso, lungo la strada che dal castello scende verso Piazza Umberto I. Agli inizi del XVII° secolo, la chiesa fu affiancata da un convento francescano realizzato su iniziativa del popolo barreano. La costruzione della struttura fu finanziata grazie al lascito di 1000 ducati da parte di Lucrezia e Gironima Ravaschiero di Troja, rispettivamente moglie e figlia del barreano Giovanni Campanile, cui l’Università di Barrea aggiunse altri 1000 ducati. Ottenuto il permesso dall’abate di Montecassino Desiderio III da Monreale nel 1604, il convento fu edificato e in seguito affidato, insieme alla chiesa, ai frati francescani riformati della provincia di S. Angelo del Gargano. Il convento aveva pianta quadrangolare con ingressi su tre lati. La struttura era articolata su due livelli: il piano terreno conteneva gli ambienti comuni per la vita diurna, mentre quello superiore il dormitorio. Secondo testimonianze orali, il convento aveva al centro un chiostro affrescato. In seguito i due edifici, privi delle cure dei frati, iniziarono ad andare in rovina. In seguito, ripristinata la monarchia borbonica, i barreani restaurarono le 2 strutture e richiamarono i francescani ma, dopo qualche anno, sorsero dei contrasti tra la popolazione della vall e e i monaci, per cui questi ultimi abbandonarono di nuovo e definitivamente il convento e la chiesa intorno al 1848. Il convento fu messo in vendita dalla curia di Montecassino e acquistato qualche anno dopo da Biagio di Loreto per 500 lire, che lo destinò a stalla e fienile. Nei decenni successivi la chiesa e il convento andarono progressivamente in rovina, per cui nel 1950, trovandosi entrambi sotto il livello d’invaso del nascente lago artificiale, furono destinati a essere demoliti. Alla demolizione della chiesa di Maria SS delle Grazie si oppose la popolazione di Barrea per l’antico legame la legava all’edificio sacro. Per questo motivo, la chiesa fu ricostruita nella posizione attuale, con struttura identica all’originale e riutilizzandone gli elementi architettonici e di arredo principali tra cui il portale, gli altari, le statue e i quadri.

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