L’antica e rimpianta Chiesa di San Falco (1844-1944) fu distrutta dai bombardamenti il 13/01/1944 ad eccezione del Campanile che restò miracolosamente illeso. Fu ricostruita nel XX secolo, Nell’immagine in evidenza: “La Natività“.

L’antica e rimpianta Chiesa di San Falco (1844-1944) fu distrutta dai bombardamenti il 13/01/1944 ad eccezione del Campanile che restò miracolosamente illeso. Ricostruito nel 1953, l’architettura è molto fedele a quella originale. La pianta basilicale è a croce latina con un ampio transetto decorato da due rosoni. La facciata in mattoni rossi è squadrata da fasce marmoree e ha un ampio rosone. Sopra il transetto c’è una cupola ottagonale molto bassa e ampia con un oblò per ogni lato. Il campanile settecentesco è una torre imponente divisa in tre settori da cornici. Gli ultimi due settori hanno archi per ogni lato. Sulla sommità c’è una lanterna con archi che termina con cuspide. Alla base del campanile ci sono tracce della struttura originaria e delle arcate a tutto sesto. Sul lato di destra la roccia su cui poggia il campanile si collega con il fiume Aventino ed ha un’infossatura dentro cui è stata collocata la statua di una Madonna. L’interno della chiesa aveva dipinti barocchi ma sono andati quasi tutti dispersi con la distruzione. Gli affreschi originari però sono stati recuperati fedelmente. Inoltre vicino all’altare sono conservate le reliquie di San Falco da Palena. L’impianto è a croce latina con navata unica, scandita da altari laterali. L’altare maggiore aveva un tabernacolo a muro neoclassico con timpano semicircolare e colonne ioniche. L’attuale presbiterio mostra l’abside semicircolare, e ha al centro una statua del Crocifisso. Nel transetto sinistro c’è il busto in argento dorato di San Falco, opera di Domenico CAPOZZI; c’è, inoltre, la statua settecentesca di Sant’Antonio di Padova (?) forse nella Cappella dei Santi.

L’attuale Chiesa di San FALCO, sorta nel 1953, si erge in un luogo sacro per i palenesi: un tempio pagano si trovava in questo luogo e già nell’ottavo secolo su di esso veniva eretta una Chiesa dedicata alla Vergine Maria. Nell’undicesimo secolo i conti di Valva, in un’ampia campagna di restauro delle chiese e monasteri presenti nel loro feudo, disposero taluni interventi anche su questa chiesa, di cui rimase testimonianza in una serie di capitelli rinvenuti nei lavori di costruzione dell’attuale edificio. Una visita pastorale del 1383, da parte del vescovo di Sulmona, attesta la nuova dedicazione dell’edificio ai Santi Antonino e Falco: di quest’ultimo vennero traslate qui le spoglie fino ad allora conservate nella chiesa palenese di Sant’Egidio. Il terremoto del 1706 distrusse anche questa chiea, ma le reliquie di san Falco rimasero miracolosamente illese. Si mise mano subito alla riedificazione del complesso ecclesiastico; la nuova chiesa risultò ben presto troppo piccola per le esigenze della comunità, tanto che nel 1841 venne abbattuta e sostituita da un edificio più grande. L’architetto Raffaele Chiaverini ed il maestro De Pamphilis diedero vita ad un ambizioso progetto: la nuova chiesa, conclusa nel 1844, era davvero maestosa, ma la sua bellezza nulla poté contro la violenza del secondo conflitto mondiale; nel novembre del 1943 i bombardamenti inglesi colpirono anche questo luogo sacro riducendolo in maceria. Sulla fondamenta della diruta chiesa, nel 1953, sorse il nuovo edificio a 3 navate con transetto che conserva ancora l’antico campanile ottocentesco.



























