Il Giro delle Chiese

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CHIESA di Santa MARIA a MARE – GIULIANOVA (TE)

È la più antica della città ad essere ancora in piedi (costruita nel X o XI secolo) ed è situata in quella che fu la zona di edificazione della Giulianova romana (Castrum Novum). È anche detta “dell’Annunziata” dal nome del quartiere in cui è situata. Fu costruita sui resti di una preesistente grangia benedettina, di cui furono trovate testimonianze sotto la navata sinistra in stile romanico lombardo. Subì numerose e importanti modifiche nel duecento e nel trecento, che le apportarono il pregevole portale, una terza navata e tre absidi, “appiattite” nel corso dello stesso secolo a seguito di alcuni crolli. Anche la facciata fu fortemente modificata nel corso di questi interventi.

È la più antica della città ad essere ancora in piedi (costruzione del X o dell’XI secolo) ed è situata in quella che fu la zona di edificazione della Giulianova romana (Castrum Novum). È anche detta “dell’Annunziata” dal nome del quartiere in cui è situata. Fu costruita sui resti di una preesistente grangia benedettina, di cui furono trovate testimonianze sotto la nava-ta sinistra, dal vescovo della diocesi, Guido, in stile romanico lombardo. Subì numerose e importanti modifiche nel duecento e nel trecento, che le apportarono il pregevole portale, una terza navata e tre absidi, “appiattite” nel corso dello stesso secolo, probabilmente sotto le maestranze del cantiere della Cattedrale di Atri, a seguito di alcuni crolli. Anche la facciata fu fortemente modificata nel corso di questi interventi. Nell’Ottocento gli fu ac-corpato un convento, ma tutte le aggiunte furono cancellate dai restauri novecenteschi, effettuati a seguito dei bombardamenti subiti dal complesso durante la 2° guerra mon-diale, che ripristinarono le forme precedenti, ma dato l’uso di materiali nuovi, dati gli ingenti crolli, le diedero l’effetto di un “antico duplicato”. Il massimo apporto decorativo è concentrato sul portale, finemente cesellato con rappresentazioni allegoriche e animali, attribuito a Raimondo di Podio (o Di Poggio), medesimo artefice del portale della Basili-ca di Santa Maria Assunta ad Atri. L’interno, oltre alla soppressione della terza navata e delle absidi, ha subito lo spostamento anomalo del presbiterio sul lato lungo della navata destra. La chiesa fu sede, nei primi decenni del Novecento della Congregazione della Pas-sione di Gesù Cristo. Nel luglio 1859 vi fece tappa San Gabriele dell’Addolorata, che tornava dalle Marche in Abruzzo per compiere gli studi teologici.

L’attuale edificio risale al XII secolo e fu realizzato sui resti di un edificio di culto preesi-stente, come lascia intendere il ritrovamento di resti di una struttura absidata al di sotto della navata sinistra; precisamente, alcuni studiosi fanno risalire la costruzione all’anno 1108, altri al 1120. All’inizio del XIV secolo la costruzione fu ampliata e portata a tre na-vate. In occasione di altre opere di restauro la chiesa fu dotata di un bellissimo e carat-teristico portale, sul cui frontone, subito sotto l’arco principale, trovano posto, tra l’altro, 18 formelle (sotto) quadrate di pietra finemente incise attribuite da molti al Maestro Raimondo Di Poggio (o di Podio), che rappresentano figure, allegorie e simboli di non univoca interpretazione. Nella lunetta campeggia una scultura che raffigura la Madonna seduta che guarda affettuosamente Gesù Bambino tra le sue braccia. Sui capitelli al di sopra delle colonne esterne sono accovacciati due leoni. Oggi la chiesa, che conserva per fortuna intatto il portale, si presenta in mattoni a faccia vista, con copertura a capanna da cui svetta un alto campanile a vela, in sostituzione del vecchio campanile romanico di cui si intravedono i resti; in esso trovano posto due campane sovrapposte. L’interno mantiene intatte le suggestioni dell’edificio medievale, anche se, con lo spostamento a latere del presbiterio dopo l’ultimo intervento, il senso delle navate risulta di fatto snaturato.

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