

Secondo la tradizione due militi di Tagliacozzo, che si trovano a Bisanzio come soldati imperiali durante il periodo dell’iconoclastia, vedono con orrore la distruzione delle immagini sacre. I due odono una voce, che proviene da un’icona della Madonna. Questa chiede loro di portarla via e salvarla dallo scempio. I due quella notte stessa trafugano l’immagine sacra e la portano via con loro verso l’Italia. Tornati in Italia, dopo una lunga traversata, giungono a Ravenna, all’epoca importante città appartenente all’impero di Bisanzio. Da Ravenna infine i due militari, ora disertori, giungono vicino Tagliacozzo su un colle boscoso a 3 Km dal paese, dove questi decidono di riposare su quel colle per la notte e rimandare all’indomani qualsiasi decisione. Nel corso della notte l’immagine della Madonna comincia a brillare emanando una forte luce. Questo fenomeno si ripete per tre notte di fila. Alcuni pastori presenti sul posto, in quella prima notte, per governare il proprio bestiame, vedendo quella strana luce, giungono sul posto per osservare lo strano fenomeno e scoprono con meraviglia, che l’origine della luce deriva dall’immagine della Madonna.Gli abitanti e le autorità giungono sul posto e vedendo il ripetersi del fenomeno, che parte dall’icona, gridano al miracolo. Gli abitanti chiedono ai due militari di portare l’icona in paese. In questo modo abbiamo la Madonna che fa il suo ingresso trionfale in Tagliacozzo. Qui le autorità religiose definiscono l’effigie della Madonna come Maria Santissima dell’Oriente, detta anche Madonna dell’Oriente. Tuttavia l’icona sparisce da Tagliacozzo e si fa ritrovare sul colle boscoso. Il fatto viene interpretato come la volontà della Vergine di essere venerata in quel luogo. La modesta e rozza casupola del posto viene abbattuta e al suo posto viene costruita una grande chiesa. La chiesa è a tre navate e dispone di alcune camerette per l’abitazione del sacerdote, e come eventuale ricovero per i forestieri. Stando alla tradizione il governo del paese costituisce con il tempo anche un ospizio per i sacerdoti. Inizia a prendere forma il convento della Madonna dell’Oriente. Il convento viene finalmente ultimato nel 1913, dopo circa duecento anni dall’inizio dei lavori. Dopo vari terremoti avvenuti nella Marsica, il restauro terminò nel 1950. Nel 1969 fu costruita l’abside poligonale e nel 1978 fu realizzato un nuovo altare, dal mosaicista Cesare VITALI e dal pittore Antonio D’ACHILLE. I due creano un nuovo altare maggiore in mosaico con decorazione musiva, richiamante l’abside.




























