Osservando da lontano Civitaquana si vede nettamente la torre campanaria di Santa Maria delle Grazie, chiesa della seconda metà del XII secolo di origine benedettina alle dipendenze dell’Abba-zia di Santa Maria Casanova. La chiesa è uno dei più importanti edifici in stile romanico d’Abruzzo ed è anche monumento nazionale. L’impianto romanico delle strutture è ancora ben leggibile non-ostante il complesso abbia subito nel corso dei secoli vari rifacimenti e trasformazioni: in partico-lare agli inizi del XX secolo la chiesa subì un ampliamento delle navate, seguito da un intervento di restauro stilistico nel 1937-39 in cui venne riportata allo stato originario con numerose integrazioni. La pianta è a tre navate, senza transetto, concluse da altrettanti absidi semicircolari, tipica espressione dell’architettura lombarda.




La Chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie è stata fondata dai Benedettini nel XII secolo. L’impianto romanico delle strutture è ancora ben leggibile nonostante il complesso abbia subito nel corso dei secoli vari rifacimenti e trasformazioni: in particolare agli inizi del XX secolo la chiesa subì un ampliamento delle navate, seguito da un intervento di restauro stilistico nel 1937-39 in cui venne riportata allo stato originario con numerose integrazioni. La pianta è a tre navate, senza transetto, concluse da altrettanti absidi semicircolari, tipica espressione dell’architettura lombarda. Alla navata centrale, più alta, coperta da una volta a botte sorretta da archi trasversi a sesto acuto, si accostano, separate da quinte arcuate, le piccole navate laterali coperte da volte a crociera. La facciata a salienti, impostata secondo uno schema tipicamente lombardo, è stata ripristinata nell’intervento del 1937-39. Il registro inferiore è diviso in 5 campate, delimitate da larghe lesene angolari e 4 semicolonne cordonali, al centro delle quali si apre il semplice portale lunettato, e sopra le quali corre una fascia sottolineata da archetti pensili. Tutte le superfici murarie sono in laterizio e pietra squadrata a vista, sia all’interno che all’esterno. All’esterno, lungo il fianco, sono visibili frammenti di un portale decorato negli stipiti e nell’architrave da un tralcio che si sviluppa dalle fauci di un leone e dal becco di un uccello e dispone tra le volute le rade fogliette. Pochissimo è rimasto dell’antico pulpito.
INTERNO: Raccolto e accogliente, è in laterizio; non ci sono finestre lungo le navate e le uniche fonti di luce sono le aperture della facciata (trifora e due monofore) e le piccole monofore delle absidi. A ciascuna delel 4 campate della nava maggiore, coperte a botte, corrispondono nelle nave laterali 2 campate dalle volte a crociera. I sostegni, polistili a sinistra e pseudocruciformi a destra, si alternano a pilastri cilindrici e sostengono la ricaduta degli archi trasversali dal profilo leggermente arcuato. I capitelli sono l’unico elemento in pietra e presentano negli angoli delle semplici smussature triangolari. Sul pilastro dell’arco di trionfo si conserva un interessante rilievo, raffigurante un santo, riferibile al XII secolo. Completano la decorazione interna un affresco raffigurante San Martino e la Cappella gentilizia dedicata a San Rocco.



































