Il centro abitato di Castellalto è arroccato su una collina a m.481 s.l.m. tra i fiumi Vomano e Tordino. Chiamato un tempo Castellum Vetulum o anche Castrum Veteri Trasmundi, dal nome del suo feudatario del XIII secolo, ha ancora visibili le mura a scarpa che ne garantivano la sicurezza.


Il centro abitato di Castellalto è arroccato su una collina a m.481 s.l.m. tra i fiumi Vomano e Tordino. Chiamato un tem-po Castellum Vetulum o anche Castrum Veteri Trasmundi, dal nome del suo feudatario del XIII secolo, ha ancora visibili le mura a scarpa che ne garantivano la sicurezza. Appena al di fuori di esse troneggia austera la Chiesa di S.Maria degli Angeli. Tracce della potente famiglia degli Acquaviva da cui Castellalto dipese tra il 1300 ed il 1500 sopravvivono in uno stemma in pietra incastonato nel cinquecentesco palazzo Tosi recante appunto il leone rampante acquaviviano. Tra le antiche case una appoggiata all’altra in file interrotte da passaggi voltati, nei pressi di un fregio medievale in pietra rimesso in opera nel 1761 e di mensole reggilumi accanto alle finestre, spunta la guglia della torre campanaria della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista.





Appena fuori il centro abitato di Castellalto, posto su una collina a m.481 s.l.m. tra i fiumi Vomano e Tordino, troviamo la Chiesa di Santa MARIA degli ANGELI o della Madonna degli Angeli. Venne eretta nel 1580 non lontana dalla piccola Chiesa dell’Annunziata e successivamente modifi-cata e più volte restaura-ta; l’ultimo restauro risale al 2009. Si presenta con copertura a capanna, dalla cui parte posteriore si erge un campanile a vela che ospita tre campane, di cui una, quella inferiore, più grande della altre due. Sui lati ci sono dei contrafforti a rinforzare l’alta struttura in ciottoli di fiume e laterizio e, in alto, dei finestroni strombati. Sulla facciata si apre un semplice portale, anch’esso in laterizio, sormontato da un finestrone cieco. L’interno è a navata unica che termina con un’abside.



In prossimità dell’ingresso al centro abitato di Castellalto si in-contra, dissimulata tra le case, la piccola Chiesa dell’ANNUNZIATA, non lontana dalla Chiesa di S.Giovanni Evangelista e dalla Chiesa della Madonna degli Angeli. Costruita nel Cinquecento, è stata lasciata per lungo tempo in stato di abbandono e solo di recente ha usufruito di un importante restauro. La sua copertura è costituita dalla piazzetta sovrastante, al centro della quale si erge un’alta stele; sulla sua sommità è posta una statua della Madonna. Sulla facciata in pietra e laterizio si apre un portale con arco a tutto sesto incorniciato in pietra, ai lati del quale sono due piccole finestre quadrate. Al di sopra del portale una lastra in laterizio raffigura la scena dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria. L’interno è costituito da un’unica auletta entro cui trovano ancora posto un dipinto dell’Annuncia-zione là dove era posizionato l’altare e, in un angolo, una statuetta del Redentore priva delle braccia.



CASTELBASSO: Il borgo fortificato, dalla caratteristica configurazione anulare, è stato feudo nel 1294 degli Acquaviva e, dal 1564, dei Valignani; cinto da possenti mura, potenziate da contrafforti e torri, è caratterizzato da porte di accesso ancora oggi riconoscibili. Ci si inoltra nel borgo attraver-so la Porta Sud, in laterizio e pietra, e Porta della Marina, ad est, caratteristico torrione-porta del teramano. Sul versante settentrionale della cinta è situata la torre d’avvistamento di Piazza Portella, a pianta pentagonale, in laterizio e ciottoli di fiume. Nella parte più alta si ergeva un imponente ca-stello, a controllo delle valli del Tordino e del Vomano, di cui oggi si conserva la cortina muraria basamentale. Il paese, nonostante alcune sostanziali trasformazioni, conserva ancora l’originario impianto di borgo fortificato.
Porte urbiche:
– Porta sud: è costruita in laterizio e pietra sbozzata. Di stile rinascimentale, è caratterizzata da due arcate l’una posta sopra l’altra e dalla sommità decorata da merlature.
– Porta est o della Marina: è un torrione difensivo con arcata a tutto sesto, visibile da dentro le mura. L’entrata esterna è quadrata e la sommità della torre è decorata da simboli Guelfi e da beccatelli aragonesi.
Palazzo Clemente: Edificio del Sec. XVI con vincolo tutela del Ministero dei Beni Culturali.
Torre-Castello: La torre è una casa con vasta muratura a scarpa e bastioni mastodontici, che formano un semicerchio. La parte superiore è stata trasformata in residenza civile.






Chiesa dei Santi Pietro e Andrea Apostoli: La chiesa fu consacrata nel 1338, e ha un elegante portale trecentesco strombato e costolonato. Le bucature della facciata si alternano tra rettangoli e un rosone. La sommità dei due lati esterni è decorata da beccatelli. Il campanile era a torre, ma poi è stato demolito parzialmente per essere a vela. L’interno medievale è molto ricco di affreschi sulle volte che celebrano il trionfo di Cristo. Il pulpito policromo è in marmo, mentre le colonne delle tre navate forse sono state ricavate da un tempio romano. I dipinti sono barocchi e mostrano uno la Natività e quello sull’altare san Pietro. L’interno della chiesa è a pianta quasi quadrata, denota lo stile romanico della costruzione che è suddivisa in tre navate con archi a tutto sesto sorretti da grandi colonne in mattoni. Una grande pala del XVII secolo raffigurante San Gennaro domina la parete centrale della chiesa. A sinistra dell’altare maggiore si trova l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, con altra pala settecentesca, a seguire l’altare di giuspatronato dei Clemente. La grande pala, sopra l’altare, raffigura la Madonna del Carmelo. A destra dell’altare maggiore si trova un antico battistero di marmo, scolpito a forma di calice con, scolpito nel nodo lo stemma dei Clemente, donato da Don Gian Domenico Clemente, arciprete, nel 1589. Sopra la porta d’ingresso della chiesa, in una cantoria in legno si trova l’organo a canne costruito nel 1760 da Adriano Fedri, fine esempio di arte organaria del centro Italia del ‘700.







