Il Giro delle Chiese

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ABBAZIA di Santa MARIA di PROPEZZANO – MORRO d’ORO (TERAMO

La Chiesa di Santa Maria di Propezzano, Insieme con l’adiacente Monastero, fu parte dell’abbazia omonima appartenuta all’ordine dei padri benedettini. E’ un luogo di culto cattolico abruzzese di stile romanico presente nel territorio della Valle del Vomano, nel comune di Morro d’Oro. Il cenobio si sviluppò nello stesso periodo in cui crebbero nella vallata teramana anche altri importanti abbazie facenti parte della cosiddetta “Valle delle Abbazie” come San Salvatore di Canzano,  San Clemente  al Vomano, …. Il nome “Propezzano” sembra si possa etimologicamente ricollegare a quello della Madonna Propiziatrice ai miseri, cui la chiesa è intitolata.

La Chiesa di Santa Maria di Propezzano, Insieme con l’adiacente monastero, fu parte dell’abbazia omonima appartenuta all’ordine dei padri benedettini. E’ un luogo di culto cattolico abruzzese di stile romanico presente nel territorio della Valle del Vomano, nel comune di Morro d’Oro (Teramo). Il cenobio si sviluppò nello stesso periodo in cui crebbero nella vallata teramana anche altri importanti abbazie facenti parte della cosiddetta “Valle delle Abbazie” come San Salvatore di Canzano,  San Clemente  al Vomano, ….. Il nome “Propezzano” sembra si possa etimologicamente ricollegare a quello della Madonna Propizia-trice ai miseri, cui la chiesa è intitolata. Nel 1902 è stata inclusa nell’elenco dei Monumenti nazionali italiani. L’abbazia fa parte dell’itinerario turistico religioso. Fu edificata verso la prima decade del trecento in sostituzione di una piccola chiesa ad una sola navata, di cui restano tracce nell’impianto dell’edificio. La porzione dell’edificio che risulta più antica, ha le dimensioni di circa ml 8×30 ed è riconducibile ad una prima chiesa romanica ad unica navata, risalente forse al IX- X secolo; di questa è oggi visibile l’abside all’interno della attuale chiesa, nella navata centrale (era una esedra di una grande villa italico-romana della quale esistono diverse tracce nei dintorni, poi rettificata ad abside sulla parte dell’arco sinistro), è visibile anche l’oculo inferiore, sulla facciata esterna, leggermente decentrato rispetto a quello superiore, quello della chiesa ampliata nel sec. XIV; il piccolo portico che, in effetti, è un nartece (esonartece o pronao), fu costruito in epoca diversa dalla primitiva chiesa (non ci sono segni di ammorsature nelle murature) ed è composto con archi ogivali sorretti da tozze colonnine quasi tutte ricomposte. Nel XIV secolo furono aggiunti i corpi laterali, che determinarono la ripartizione dell’aula interna in 3 navate, tutto il corpo nord (tutte e 3 le navate) rialzato rispetto alla quota della restante Chiesa, la parete superiore della facciata che termina con il coronamento orizzontale (romanico-abruzzese) decorato con archetti pensili intrecciati, il rosone con ghiera in terracotta, ed il portale atriano e la torre campanaria in posizione anomala nei confronti di tutto l’apparato Monumentale. In molte parti della struttura sono presenti elementi e frammenti di reimpiego. A destra si innalza la Torre campanaria aggiunta nel XV secolo.

Il CHIOSTRO:

Annesso al monastero dell’abbazia vi è anche il chiostro, a pianta quadrata, a due or-dini di arcate sostenute da pilastri in cotto e laterizio sotto le quali ci sono i corridoi coperti cui si accede dai locali del monastero. Al centro del cortile interno, nella zona dell’area scoperta, vi è il pozzo, del XVI secolo, con la vera ottagonale in mattoni sor-montata da due colonnine che sorreggono una copertura a spiovente. L’edificazione del chiostro avvenne in due momenti diversi. Risulta coeva a quella della chiesa la parte di porticato inferiore dei primi anni del XIV secolo, con pilastri a sezione ottagonale, mentre nel XVI secolo furono aggiunti gli archi e le colonne in laterizio, a sezione tonda, del loggiato superiore. Le lunette del chiostro sono state affrescate nei primi anni della seconda metà del XVII secolo. Lo storico Nicola Palma ne attribuì l’esecuzione al maestro polacco Sebastiano Majeski. In tempi successivi anche altri storici hanno citato la stessa notizia seguendo le indicazioni del Palma. In tempi più recenti lo studioso Ryszkiewicz ha condotto un attento esame delle lunette che, dopo aver subito il degrado dovuto all’esposizione esterna, sono state restaurate. Da questo intervento sono emersi dipinti e porzioni di pittura che per cromia e contenuto si differenziano e discostano in modo significativo dalle opere di Majewski. Inoltre, è possibile individuare, dalle pennellate, diverse mani che hanno contribuito alla realizzazione dell’intero ciclo pittorico. L’ipotesi accreditata è che il maestro polacco sia stato colui che ha ideato le decorazioni del chiostro, ma che ne abbia affidato la realizzazione a qualche artista a lui vicino.

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