Alba Fucens (nel XX secolo nota anche come Alba Fucente) è un sito sorto nel IV secolo a.C. come colonia di diritto latino in una posizione elevata e ben fortificata di circa 34 ettari a 966 m s.l.m. alle pendici del monte Velino in Abruzzo. È situato nel contemporaneo comune di Massa d’Albe (AQ) a ridosso del borgo medievale di Albe, a pochi chilometri a nord della città di Avezzano. Il toponimo “Alba“, assai diffuso nel mondo latino, deriva da una comune radice proveniente dal proto-indoeuropeo che significa “altura“, ma anche “bianco“. Secondo l’Olstenio il nome deriverebbe “dal campo all’intorno, sparso e pieno di sassi bianchi“.

Alba Fucens (nel XX secolo nota anche come Alba Fucente) è un sito sorto nel IV secolo a.C. come colonia di diritto latino in una posizione elevata e ben fortificata di circa 34 ettari a 966 m s.l.m. alle pendici del monte Velino in Abruzzo. È situato nel contemporaneo comune di Massa d’Albe (AQ) a ridosso del borgo medievale di Albe, a pochi chilometri a nord della città di Avezzano. Il toponimo “Alba“, assai diffuso nel mondo latino, deriva da una comune radice proveniente dal proto-indoeuropeo che significa “altura“, ma anche “bianco“. Secondo l’Olstenio il nome deriverebbe “dal campo all’intorno, sparso e pieno di sassi bianchi“. Sulla base di alcune fonti storiche il nome potrebbe anche derivare da quello di Alba Longa, metropoli latina. Fu fondata da Roma come colonia di diritto latino nel 303-304 a.C., nel territorio degli Equi, a ridosso di quello occupato dai Marsi, in una posizione geografica strategica. Si sviluppava su una collina appena a nord della via Tiburtina Valeria, arteria che probabilmente fu prolungata oltre Tibur in questo stesso periodo. Fu popolata da 6.000 coloni che edificarono, negli anni immediatamente successivi al proprio stanziamento, una prima cinta muraria. Costoro, l’anno successivo alla fondazione, dovettero difendersi dagli attacchi degli Equi, che non potendo tollerare la presenza di una cittadella fortificata latina sul proprio territorio, tentarono, senza successo, di espugnarla.





















La CHIESA di San PIETRO è sorta sulle strutture di un tempio pagano del 3° sec. A.C., dedicato ad Apollo. Trasformato nel 6° secolo in basilica paleocristiana. Alla chiesa si accede tramite 2 ingressi: l’esterno (1526), alla base della torre campanaria, posta al centro della facciata, presenta sotto l’architrave la scritta “S.P.O.P.N.F.L.G. 1494 P” attestante un intervento del ‘400. Le ante del portale sono conservate a Celano nel Museo d’Arte Sacra della Marsica, Castello PICCOLINI. Colonne (8) corinzie con profilo scanalato, provenienti da un edificio antico di Alba Fu-cens, dividono la chiesa in 3 navate. In corrispondenza della 1° coppia di colonne, in-cassate nella muratura, sono i fusti lisci e rastremati di 2 colonne tuscaniche, visibili anche dall’esterno sul prospetto nord, appartenenti al pronao tetrastilo dell’antico tempio pagano. Dalla 4° Campata sono riconoscibili i muri perimetrali della cella del tempio alcuni dei quali presentano graffiti pagani e cristiani. Tramite una gradinata si accede all’abside semicircolare dove è l’altare con un paliotto romanico scolpito. L’abside, all’esterno, presenta archetti pensili poggianti su protomi. Da una piccola scala, a sx dell’altare, si scende alla cripta dove è custodito un sarcofa-go medievale in pietra scolpita. La pavimentazione, in lastre di pietra, è stata rifatta nel 1537 come testimonia l’epigrafe pavi-mentale posta all’inizio della navata centrale. La copertura è in capriate lignee e catene in c.a., rifacimento del 1915. La zona del presbiterio è delimitata da un iconostasi (1215) cosmatesca del XIII secolo, come si legge sul margine del pluteo dx dal maestro ANDREA.
La CHIESA di san PIETRO presentava vari cicli di affreschi di epoche diverse. Dopo il terremoto del 1915 i dipinti della parete dx andarono persi, quelli a sx furono staccati e collocati nella navata sx (attualmente dovrebbero essere al Museo di Celano). Le opere (XIV – XV secolo) raffigurano:
L’incoronazione della Vergine, La crocifissione, Un Santo Vescovo, La Maddalena, Un Santo, La Madonna con bambino, San Giacomo e Sant’Antonio Abate.
Le IMPOSTE lignee della Chiesa furono realizzate nel XII secolo. Sono costituite da 28 formelle disposte in 7 ordini sovrapposti, le quali presentano figure zoomorfe e antropomorfe che illustrano in forma simbolica l’eterna lotta tra il bene e il male. Ora sono definitivamente nel MUSEO di CELANO.
La chiesa di San Pietro si trova sul colle omonimo che domina il sito archeologico di Alba Fucens situato nel comune di Massa d’Albe (Aq), dichiarata monumento nazionale nel 1902. Distrutta dal terremoto del 1915 fu ricostruita negli anni Cinquanta attraverso un’anastilosi (è la tecnica di restauro con la quale si rimettono insieme, elemento per elemento, i pezzi originali di una costruzione andata distrutta). L’intervento fu concepito e portato avanti da Delogu. Del tempio sono due colonne di aspetto etrusco che ora sono nel campanile. Il portale del campanile è del XV secolo.
Il portale interno della chiesa è del 1130 costituito da piedritti architrave ed archivolto impreziositi da spirali. Le altre porte della chiesa sono divise in 14 parti suddivise in due file di 7 ed intagliate a bassorilievi con i simboli degli evangelisti e scene bibliche.



AMBONE: A sx della navata centrale è posto l’ambone (1215) cosmatesco di Giovanni Guido marmoraro romano con l’aiuto del maestro Andrea. L’ambone è a doppia scaletta con doppio lettorino , modello insolito per l’Abruzzo dove di solito esso è a cassa rettangolare poggiante su 4 colonne. L’ambone è priva di 2 sfere con intarsi musivi, rubate nel 1990, che sormontavano i 2 pilastrini delimitanti il prospetto anteriore. Un altro lettorino è posto posteriormente agli altri 2. Quest’ultimo è impreziosito di colonne tortili negli angoli. Gli elementi in marmo di queste strutture sono cesellati raffinatamente. Un rilievo rappresentante un’aquila è posto al centro. Altri simboli fanno da contrapposto all’aquila: un mascherone, un uccello, un uomo con dei serpenti che gli escono dalla bocca. (L’aquila è anche il simbolo dell’apostolo Andrea). Le pietre pregiate utilizzate nell’ambone dimostrano la ricchezza di esso, tra esse spicca il porfido, simbolo imperiale. Un piccolo pilastro ha un dipinto raffigurante uno dei miracoli di Gesù.


PICCOLO DIZIONARIO:
– ICONOSTASI: Struttura divisoria adorna di immagini sacre, interposta fra il presbi-terio e le navate in alcune antiche basiliche cristiane e attualmente nelle chiese di rito greco.
– PLUTEO: E’ una balaustra a lastre rettangolari massicce, in metallo o in legno o in pietra, che divide parti di un edificio.
– PROTOME: Nell’arte antica il protome è l’elemento decorativo costituito dalla testa, talora anche con parte del busto, di una figura umana o animalesca o fantastica.
– STILE COSMATESCO: E’ una definizione usata nella storia dell’arte e in architettura, relativamente a un tipo di ornamentazione caratteristica dei marmorari romani del XII e XIII secolo ma di origine bizantina, consistente nell’abbellire pavimenti, cibo-ri e chiostri mediante tarsìe marmoree policrome di forme svariate e fantasiose.
– PALIOTTO: E’ il rivestimento che copre la parte anteriore dell’altare, in genere di stoffa preziosa ricamata o di altri materiali pregiati (lastre d’avorio, d’argento, d’oro cesellato, legno o marmo con rilievi.
– PRONAO: Parte anteriore di una chiesa, di solito un portico.
– NARTECE: Parte anteriore interna di una chiesa.
– LETTORINO: Leggio o piccolo pulpito,
– AMBONE: Pulpito o Pergamo.
– PRESBITERIO: Lo spazio compreso tra il transetto (se esiste) e l’abside.
– ABSIDE: Parte della chiesa dietro l’altare (Semicircolare o rettangolare)


