Il Giro delle Chiese

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PERUGIA: BASILICA di San BENEDETTO – NORCIA

La Basilica di San Benedetto è un importante luogo di culto cattolico di Norcia, situato nel centro storico della città; Inizio costruzione nel XII secolo, completamento nel XVIII secolo; dopo il terremoto del 2016, ricostruzione e  completamento nel 2025; Stile: gotico, barocco. Dopo l’importante sisma del 2016, intatta era soltanto la facciata nel 2026 la basilica è stata restituita alla comunità. Nell’immagine in evidenza: Il Rosone della facciata dall’interno.

La basilica sorge su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, nati nel 480 da una nobile famiglia, come riferisce san Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel giugno del 1966 papa Paolo VI la elevò alla dignità di basilica minore. Dal 2 dicembre 2000 è sede della comunità monastica maschile benedettina Maria Sedes Sapientiæ. La basilica è quasi completamente crollata in seguito al violento sisma del 30 ottobre 2016. Soltanto la facciata, l’abside e parte delle navate si sono conservate. I lavori di ricostruzione e restauro iniziati nel 2021 sono conclusi ad ottobre 2025. La Facciata, a capanna, presenta un paramento murario in blocchi lapidei e coronamento apicale di forma triangolare.

Nella parte inferiore del prospetto si apre un unico portale, strombato e sormontato da una lunetta ogivale con gruppo scultoreo raffigurante la Madonna col Bambino fra due angeli adoranti; ai lati, entro altrettanti tabernacoli, vi sono due statue, San Benedetto (a destra) e Santa Scolastica (a sinistra). Ai lati del rosone, 4 bassorilievi raffiguranti i simboli degli Evangelisti. La facciata era sormontata da due pinnacoli e da una croce marmorei, rimossi in via precauzionale dopo il sisma del 26 ottobre 2016. I muri laterali furono ricondotti ad un’altezza unica durante il restauro che finì nel 1958; si demolirono allora le volte a vela del portico laterale e si mise in luce il portale a sesto acuto assieme alle strutture di tre finestre superiori appartenenti alla fabbrica trecentesca. Il portico delle Misure fu addossato alla fiancata destra della chiesa verso il 1570 per volontà del Comune e delle autorità ecclesiastiche, con lo scopo di creare una specie di mercato coperto dei cereali. La fiancata oltre il campanile, in corrispondenza del transetto è rinforzata da una speronatura entro la quale si apre un’edicola con affresco raffigurante la Madonna con Gesù Bambino di pittore tardogotico, che era stato restaurato nel 1975.

Dopo: Il PORTALE è sormontato da una lunetta (dopo) ogivale con gruppo scultoreo raffigurante la Madonna col Bambino fra due angeli adoranti; ai lati, entro tabernacoli, vi sono due statueSan Benedetto (a destra) e Santa Scolastica (a sinistra).

La Basilica era a forma di croce latina, con un’unica navata coperta con capriate lignee. L’abside e la calotta all’incrocio del transetto, come le pareti laterali della navata, si presentavano nelle forme della ricostruzione settecentesca. Al di sotto della chiesa, si trovano la cripta (a tre piccole navate) e un’area archeologica con i resti di una domus romana di epoca imperiale. Con i restauri degli anni 1950 era ricomparso in alto l’arco trionfale trecentesco, unico indizio superstite della navata gotica. In occasione dei lavori giubilari del 2000 importanti modifiche erano state apportate all’interno della basilica:

la pavimentazione, l’altare maggiore e l’ambone bronzei (di Giuseppe DUCROT), il nuovo accesso alla cripta, la sistemazione dell’area archeologica sottostante, i lavori di adeguamento dell’ex monastero benedettino. Sulla cantoria in controfacciata si trovava l’organo a canne, costruito da Feliciano FEDELI nel 1740 e modificato da Zeno FEDEI agli inizi del XX secolo, strumento a trasmissione meccanica. Le opere conservate all’interno: l’altare della testata sinistra del transetto è corredato da una pala d’altare raffigurante San Benedetto e Totila, unica opera chiesastica di Filippo NAPOLETANO, firmata e datata 1621.

Dopo: Affresco

Sopra: Lungo la parete sinistra, nei pressi dell’ingresso, si apre una prima nicchia affrescata, probabile opera di Francesco SPARAPANE. Nella lunetta è presente una ”Madonna col Bambino coronata da angeli”, mutila della parte superiore, mentre nella zona inferiore sono dipinte le immagini di “San Giorgio, Santa Barbara e San Claudio”. Quest’ultimo è riemerso dopo il restauro dell’edificio, così come la nicchia successiva, che ha restituito l’affresco una Madonna in trono col Bambino e quattro angeli”, datato al 1478.

Dopo: L’altare nel braccio destro, dove è stata collocata la reliquia (?) di Santa Scolastica donata dall’abate del monastero di San Bene-detto in Monte in occasione della riapertura dell’edifi-cio, mostra invece una tela di metà XVII secolo, che raffigura una ”Madonna con i santi nursini”, tra i quali compaiono sant’Eutizio, Santa Scolastica e Santo Spes, del pittore roma-no Vincenzo MANETTI.

Prima e dopo: Nel transetto di sinistra, sulla parete sinistra è presente il monumento funebre di Paolo Emilio Fusconi, esponente di spicco di una delle famiglie più importanti di Norcia, mentre sulla parete destra è recentemente riemerso un interessante affresco, che raffigura una ”Madonna in trono compresa tra una figura parzialmente conservata e San Benedetto che sorregge la città di Norcia”. L’altare del transetto di sinistra un tempo mostrava l’imponente tela con ”San Benedetto e Totila”, dipinta da Filippo NAPOLETANO nel 1621, rimossa per tentarne un difficile restauro.

Il cuore più antico della basilica: la cripta e l’edificio romano. Situata sotto la metà della navata, la cripta è suddivisa in tre navate da pilastri con capitelli scolpiti in maniera semplice. La navata centrale è coperta da una volta a sesto ribassato, mentre quelle laterali, più strette, presentano volte a crociera. La navata sinistra termina con un’absidiola appartenente a un edificio pubblico romano del I secolo d.C., successivamente trasformato nel primitivo oratorio di San Benedetto. All’interno della cripta, in particolare nell’abside sinistra, dove la tradizione individua il luogo natale dei santi Benedetto e Scolastica, si conservano resti di affreschi trecenteschi. Le murature conservano tratti in opus reticulatum e, tramite l’accesso che conduce all’area archeologica adiacente, è possibile osservare i resti di altri due ambienti che appartenevano all’edificio romano originario, di forma quadrangolare con abside, probabilmente pertinenti alla basilica forense di età imperiale.

Prima: FESTA del COVO: Nata nel 1939 a Campocavallo di Osimo, a soli 12 km da Loreto Marche, è una delle più significative tradizioni popolari delle Marche. Da oltre ottanta anni si svolge senza interruzioni, conservando il suo profondo legame con la fede, la civiltà contadina e la cultura rurale. Ogni anno nella prima domenica di Agosto, la comunità offre alla Beata vergine Addolorata un carro monumentale intera-mente rivestito di spighe di grano intrecciate a mano, quale segno di ringraziamento per il raccolto e i frutti della terra. Ogni Covo raffigura un soggetto religioso diverso. Dal 1981 vengono riprodotti santuari e monumenti sacri italiani e internazionali, tra cui San Pietro in Vaticano, Lourdes, Fatima, San Basilio di Mosca, Santiago de Compostela, Assisi, Norcia, … L’opera è realizzata dagli abitanti di Campocavallo, che tramandano da generazioni l’antica arte dell’intreccio delle spighe. Ogni Covo richiede circa un milione di spighe di grano e il lavoro di oltre 250 volontari, impegnati per 7 mesi nell’ambito dell’Associazione Pro Loco – Comitato Festa del Covo. A Campocavallo c’è il Santuario della Beata Vergine Addolorata e il Museo del Covo.

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