Il Giro delle Chiese

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CARLO PATRIGNANI

CARLO PATRIGNANI (L’Aquila 1869, Carpegna 1948) è stato un pittore e decoratore, allievo di Teofilo PATINI, che ha operato  in Abruzzo nel campo dell’Arte Sacra. Tra i primi lavori del Patrignani vi è il pregevole ciclo di dipinti della chiesa di Santa Maria Paganica, d’influenza neoclassica, caratterizzato da una sequenza di dipinti murali riguardanti gli episodi della vita della Vergine Maria e i quattro evangelisti ai lati della cupola; l’opera è risultata quasi interamente perduta a causa del terremoto dell’Aquila del 2009 che ha causato il crollo della parte sommitale dell’edificio. Nell’immagine in evidenza: “Madonna Immacolata” (Olio su tela; 165 x 350 cm; 1905-1908). Santuario Madonna della Libera a Pratola Peligna.

Nel primo decennio del XX secolo collaborò con il Patini alla decorazione pittorica di alcune chiese dell’aquilano, tra cui il Santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna e la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati a San Demetrio ne’ Vestini: nella prima realizzò la Madonna delle Grazie mentre nella seconda completò la pala d’altare con l’Angelo custode, stante la malattia che colpì il maestro durante i lavori. Tra il 1905 e il 1908 realizzò la Madonna immacolata per la chiesa di San Filippo Neri di Sulmona. Negli stessi anni fu inoltre attivo, all’Aquila, nella decorazione di alcuni edifici ed uffici pubblici, tra cui l’Archivio Diocesano, il Convitto nazionale Domenico Cotugno, la biblioteca provinciale Salvatore Tommasi e l’Ospedale San Salvatore. L’attività del Patrignani in Abruzzo terminò nel 1915; forse a causa del terremoto della Marsica, il pittore si trasferì temporaneamente a Francavilla al Mare presso l’amico e collega Francesco Paolo Michetti. Si spostò quindi a Cattolica dove, sul finire dell’anno, fu incaricato di realizzare gli apparati decorativi del Palazzo Mancini, sede municipale. Alla morte della moglie Marianna, si ritirò a Carpegna, nel Montefeltro, dove, salvo un breve soggiorno a Pescara sul finire della 2° guerra mondiale –  visse la parte conclusiva della sua vita. A questo periodo risalirebbe il San Martino e il povero posto nella chiesa di San Martino ed a lui attribuito.

Dopo: “ALLEGORIA delle ARTI e dell’ARTIGIANATO” –  1914 –  Dipinto  murale, L’Aquila, Teatro Comunale, Sala Rossa – Particolare. Il 6 Aprile 2009 il soffitto della Sala Rossa, il foier, è crollato e con esso sono rovinati a terra i dipinti e le decorazioni.

Dopo: “CASE in ABRUZZO” – 1930/39 – Tempera su cartone. Nelle rustiche case di pietra, addossate le une alle altre, nei villaggi che coronano il Palazzo comitale di Carpegna, rivive la sua terra, in una sorta di nostalgia compensativa.

Dopo: “LAVATOIO di San LEO” – Carpegna anni ‘40 – Olio su tavoletta.

Dopo: “PALA d’ALTARE raffigurante la MADONNA delle GRAZIE” – 1900/1908 – Olio su tela – Pratola Peligna, Santuario della Madonna della Libera, navata destra.

(Dopo) Teofilo PATINI e Carlo PATRIGNANI: “PALA d’ALTARE raffigurante l’Angelo Custode” – 1903 – Olio su tela. San Demetrio ne’ Vestini, Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. E’ in deposito a Pile presso la Curia Arcivescovile. E’ stato sottoposto ad un modesto intervento di restauro.

Dopo: “Madonna Immacolata” (Olio su tela; 165 x 350 cm; 1905-1908). Sullo sfondo celeste del cielo, la Madonna, coperta da una veste bianca e cinta da una corona di stelle, schiaccia col piede un serpente e una falce di luna che si trasforma in rami di gigli. Il dipinto, di una certa finezza d’esecuzione, per il tono etereo e l’uso di tinte molto chiare, è stilisticamente vicino alla maniera del pittore Amedeo Tedeschi di Pratola, autore del ciclo di dipinti murali del Santuario Peligno e della cattedrale di San Panfilo. È da ritenere che Carlo Patrignani sia stato influenzato dal Tedeschi, il quale a sua volta si muoveva nell’ambito delle correnti spiritualiste e simboliste del primo Novecento. Entrambi gli artisti sono più noti allievi del Patini. Un dipinto di Patrignani è esposto nel Museo Nazionale d’Abruzzo.

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