Ho dedicato una mattinata in giro per Pescara tra vecchi e nuovi ricordi. Nell’immagine in evidenza splendido dipinto di Paolo de CECCO, “Paranze sulla foce del fiume Pescara“.























Dopo: Scuola elementare “G. PASCOLI” in via Roma: 1) Il maestro Pacchioli; 2) Duilio Brandimarte; 3) Marcello Veluscek; 4) Gianni Cannarsa; 5) Me; 6) Scurti; 7) Saquella; 8) D’Amico; 9) De Panfilis; 10) Sulcanese; …

(Dopo) Seconda elementare in via Roma: Me (3) sono il 3° in basso da sinistra. Mario Bianco(1), il 1° in basso da sinistra, la famiglia gestiva una delle edicole in Piazza Sacro Cuore. Gianni (2), il 1° in basso da destra, abitava nel palazzo dietro l’edicola.












PARANZE: Le prime paranze si trapiantarono lungo la riva del fiume Pescara intorno all’anno 1870 insieme coi rispettivi marinai provenienti dal nord Adriatico. La pesca avveniva a coppie (da qui il nome Paranza, perché le imbarcazioni procedevano “a paio”): Le due paranze pescavano ravvicinate ad una distanza tale da far aprire la bocca della rete per catturare più pesce possibile. L’equipaggio della paranza era composto gerarchicamente dal Parò (il comandante), dal Sotto-Parone (Vice-comandante), a proseguire, due o tre marinai, un giovanotto e un Muré; ogni passaggio di grado avveniva nel tempo per forza fisica e competenze acquisite.
Se rimanevano più giorni i marinai portavano con loro: olio, conserva di pomodoro, peperone secco “lu ferfellon’” per fare il brodetto con il pescato, del pane e dell’aceto. L’aceto era utilizzato dai marinai per ritrovare, in caso di nebbia, l’ingresso del porto-canale, prendevano dei campioni di acqua dal mare, mischiato con l’aceto (per prevenire infezioni) ed in base alla sapidità del miscuglio erano in grado di stabilire la vicinanza o meno del porto.
Dopo: Splendido dipinto del pittore Angolano PAOLO DE CECCO. Non per nulla faceva parte del cenacolo MICHETTI a Francavilla al Mare. “PARANZE sulla Foce del Fiume Pescara“- Olio su tela – 1905.









