Les Baux-de-Provence è un comune francese di 451 abitanti situato nel dipartimento delle Bocche del Rodano della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il piccolo comune si trova su uno sperone roccioso a sud di Avignone e a nord-est di Arles ed è famoso per il suo castello. Nell’immagine in evidenza: Les Baux in lontananza.

Tracce delle prime abitazioni sul sito di Les Baux-de-Provence sono riconducibili al 6000 a.C., e il sito venne colonizzato dai celti come “oppidum” o fortezza già dal II secolo a.C. Dal X secolo in poi divenne sede di un’importante signoria feudale, de Baux o del Balzo, che controllava 79 villaggi e città vicine. La tradizione vuole che questa famiglia derivasse dal Re Mago Baldassarre, da cui la stella di Betlemme in campo rosso che compare nello stemma della casata. Il castello di Les Baux accolse numerosi trovatori ed aveva una propria corte, rinomata per la finezza, la cultura e lo spirito cavalleresco. Nel 1822 il minerale denominato bauxite venne scoperto presso Les Baux dal geologo Pierre Berthier.



Nel cuore del Parco Naturale Regionale delle Alpilles, Les Baux-de-Provence è un villaggio inserito nella ristretta lista dei Borghi più Belli di Francia. Arroccato su uno sperone roccioso e dominato da una vasta fortezza oggi in rovina, ha un patrimonio architettonico incredibilmente ricco con ben 22 monumenti storici. Le rovine del castello dominano il villaggio. Si possono ammirare il mastio (ancora ben protetto), le case troglodite, la colombaia, la cappella del castello, il mulino a vento o la torre saracena. La Chiesa di Saint-Blaise. Le cave di calcare furono utilizzate per la costruzione della città di Les Baux e del suo castello. Ma nel 1935 il sito chiuse per mancanza di redditività. Negli anni ’60, hanno ritrovato una nuova funzione grazie al visionario Jean Cocteau, che ha deciso di utilizzare questa ambientazione nel suo film Le Testament d’Orphée.
– Chiesa di Saint-Vincent, costruita tra il XII e il XVI secolo, è la chiesa parrocchiale del villaggio di Les Baux-de-Provence. Di stile romanico, è scavata nella roccia. Infatti la chiesa ha la particolarità di essere in parte troglodita. All’interno si possono vedere moderne vetrate di Max Ingrand, donate dal principe Ranieri III di Monaco alla città;
– Chiesa di Saint-Blaise;
– Museum of Santon, popolato da circa 400 santons, ovvero le piccole statuine emble-matiche della Provenza, che compongono i presepi locali;
– Porte d’Eyguières, fino al 1866 era l’unico accesso al paese. Gli abitanti vi passavano in cerca d’acqua nel Vallon de la Fontaine;
– Yves Brayer Museum, ospita un museo dedicato a Yves Brayer, illustre pittore, illustratore e scenografo francese che ha decorato in particolare la cappella dei Penitenti Bianchi;
– Cappella dei Penitenti Bianchi; Si trova sul ciglio della rupe che domina il Vallon de la Fontaine. Costruita nel XVII secolo dalla Confraternita dei Penitenti Bianchi, è stata rilevata dalle Confraternite della Linguadoca. Al suo interno potrete ammirare un sublime affresco di Yves Brayer del 1974. Quest’ultimo rappresenta il Natale dei Pastori nella tradizione provenzale.

















(Dopo) CAPPELLA dei Penitenti Bianchi: Si trova sul ciglio della rupe che domina il Vallon de la Fontaine. Costruita nel XVII secolo dalla Confraternita dei Penitenti Bianchi, è stata rilevata dalle Confraternite della Linguadoca. Al suo interno potrete ammirare un sublime affresco di Yves Brayer del 1974. Quest’ultimo rappresenta il Natale dei Pastori nella tradizione provenzale.










