Il Borgo sorge in mezzo al gruppo montuoso dei Monti Marsicani, ai piedi di Monte Sterpi d’Alto (1.966 m). Il principale corso d’acqua della zona è costituito dal fiume Sangro che nel territorio comunale di Civitella Alfedena riceve uno dei suoi primi affluenti: lo Scerto.

Civitella Alfedena è un comune di 290 abitanti circa. E’ un borgo medievale immerso nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è un attivo centro turistico. Dista 17 km dagli impianti sciistici del valico di Passo Godi, 3 km dal prospiciente Lago di Barrea e 7 km dalla Riserva Naturale della Camosciara. Il paese sorge in mezzo al gruppo montuoso dei Monti Marsicani, ai piedi di Monte Sterpi d’Alto (1.966 m). Il principale corso d’acqua della zona è costituito dal fiume Sangro che nel territorio comunale di Civitella Alfedena riceve uno dei suoi primi affluenti: lo Scerto.
AREE Naturali: – Area faunistica e museo del Lupo appenninico; – Area faunistica della lince europea; – Riserva Naturale della Camosciara; – Val di Rose.
SITI archeologici: – Grotta “Achille Graziani”. – Resti dell’antica Rocca Intramonti nella Riserva Naturale della Camosciara.
MUSEO del LUPO: Il museo è situato a Civitella Alfedena (2 km da Villetta Barrea) in una ex stalla nei pressi del centro di visita del Parco Nazionale d’Abruzzo, raccoglie una vasta documentazione sul lupo appenninico e sulle sue abitudini di vita. Sono esposti uno scheletro ricostruito, un lupo imbalsamato e il diorama di una tana con finti lupi. Lo staff è a disposizione per informazioni e vi sono inoltre una serie di pannelli illustrativi attraverso i quali si possono acquisire tutti i dati su questo animale nonché i percorsi dei sentieri per raggiungere le due aree faunistiche.







Il Borgo Vecchio; qui, con ogni probabilità, era edificata anche la Civitella di epoca romana. Queste costruzioni non sono anti-che quanto la Torre ma, strutturalmente, il Borgo ha mantenuto l’assetto di una cittadella fortificata: infatti le abitazioni hanno aperture quasi esclusivamente sul lato interno delle vie, molto strette e caratterizzate da rampe di scalini in selciato bianco. Esternamente (lo si può vedere dall’area parcheggio) le costruzioni formano un unico grande muraglione, con poche e piccole aperture per l’aria, presentando le antiche forme dei feudi.



La Chiesa di San Nicola di Bari è del 1605. E’ il risultato dell’ampliamento della cappella privata di una famiglia benestante di allora che l’aveva donata alla cittadinanza cresciuta progressivamente di numero negl’ultimi anni. Il suo nome è segno evidente del legame con la terra di Puglia, meta dei pastori transumanti. Internamente in stile Barocco, la Chiesa è divisa in tre navate, l’abside e la navata centrale (lunga circa 18 m) sono decorati con dipinti ad olio; molto pregiato è il coro ligneo dietro l’altare centrale in marmo recante la data 1812, inoltre, degno di nota è l’organo a canne sopra l’entrata. Sulla facciata esterna dell’ingresso principale, come si nota anche dalla foto sottostante, ci sono evidenti segni del logorio della seconda guerra mondiale, che si e evidenziano dai grandi fori dovuti alle le sparatorie. La cappella nel tempo venne ingrandita con la costruzione del coro, della sagrestia e del campanile terminato nel 1700. Risalgono al Settecento i dipinti a tempera della volta raffiguranti Santi ed episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento: S. Paolo sulla via di Damasco, Giuditta e la fantesca, l’Annunciazione, S. Cecilia, S. Nicola Vescovo, l’Assunzione, Sacrificio di Isacco, Nozze di Maria e Giuseppe e S. Pietro in carcere. Gli altari laterali in pietra e marmo intarsiato sono riferibili al Seicento. Si conservano inoltre diverse sculture lignee dell’Ottocento e una Madonna detta di Piedigrotta del Settecento. Degna di nota è la pala d’altare dipinta ad olio raffigurante la Deposizione di Cristo dalla Croce, datata al XVII secolo.



Il PIAZZALE di Santa LUCIA: Appena fuori Civitella, su una piccola altura, c’è un’ampio piazzale erboso con una chiesetta: è il piazzale di Santa Lucia con l’omonima chiesa. Questa crollò durante il terremoto del 1915, ma fu fedelmente ricostruita sulla pianta originaria a croce greca. Il culto antico di Santa Lucia, che risale agli albori del cristianesimo, l’impianto a croce greca della chiesetta, usato per le prime chiese cristiane, il sito suggestivo dove essa sorge sono indizi che conducono a supporre che questo sia stato sempre, anche in tempi molto remoti, un luogo di culto. Anche il giorno dei festeggiamenti in onore della santa qui a Civitella è un indizio che porta a tale supposizione: esso è stabilito essere, infatti, la seconda domenica di luglio, anche se “da calendario” è il 13 dicembre. L’usanza di avere le feste patronali nei mesi estivi è diffusa in Abruzzo e certamente legata alla transumanza, ma essa attinge da un periodo molto più remoto, specialmente per culti antichi come quello di Santa Lucia: probabilmente dai “raduni estivi” che già esistevano tra le genti del paleolitico. A Civitella inoltre, per la festa di Santa Lucia, si raccolgono molte persone dai paesi limitrofi, anche relativamente distanti: Scanno, San Donato Val Comino, Settefrati… cosa che non accade per le altre feste patronali o religiose del paese (San Nicola e Santa Maria del Carmelo). Santa Lucia è senz’altro legata, inoltre, ad un altro luogo di culto molto antico, che risale al 700 d.C.: la Val Canneto, dove si onora la “Madonna Nera” come colei che detronizzò la antica Dea Mefiti. Ancora oggi il 21 e 22 agosto parte il pellegrinaggio a piedi da Civitella alla Val Canneto.







La TAVERNA: Questa piazzetta prende il nome dalla “taverna” che si trovava dove ora c’è il negozio di alimentari: era un locale molto frequentato dove gli uomini potevano passare del tempo giocando a carte e bevendo vino. La strada di fronte alla piazzetta, che ora si chiama via Roma, è detta “le mandrelle”. Qui si radunavano le capre che ogni famiglia possedeva; esse venivano mandate tutte assieme al pascolo in luoghi vicini al paese sotto il controllo di un pastorello, spesso molto giovane. Quando veniva il momento della mungitura, il latte prodotto da ciascun animale si univa insieme e, a turno, ogni famiglia poteva avere del formaggio che, altrimenti, non avrebbe mai ottenuto solo con il latte della propria capra.

La TORRE: Al termine della piazza , sulla sinistra, si nota un’ampia scalinata e una Torre di forma cilindrica: è questo l’edificio più antico di Civitella, risalente al 1400. Si tratta di una “casa a torre”, abitata ancora oggi, tipica costruzione medievale.

L’ARCO SCURO: Guardando la muratura a faccia vista dell’arco, si nota che le pietre che la compongono sono annerite. Questa è una delle poche testimonianze rimaste di quale era un tempo il colore dominante di Civitella e dei paesi dell’Appennino in generale: grigio pietra e nero fumo. Non tutti avevano infatti la possibilità di alzare delle canne fumarie fino al tetto e in molte case il fumo del focolare usciva direttamente da piccoli buchi nei muri. Le finestre con i vetri erano un lusso e solo da tempi abbastanza recenti, non più di un paio di secoli, sono diventati di uso comune; qui il freddo non permetteva di avere grandi aper-ture senza vetri, di conseguenza si facevano allora solo piccoli buchi nei muri che, all’occorrenza, potevano essere aperti o chiusi dal di dentro con sportelli di metallo o di legno.

La Saettéra: Questa costruzione risale al 1500. Dalla sua posizione strategica, che permette di vedere tutta la valle sottostante, si può intuire a cosa servisse: era una difesa che le famiglie di alta borghesia usavano contro i briganti o le piccole rivolte dei popolani. Attraverso le strette feritoie si potevano usare le “saette”, ossia scoccare frecce o sparare. Dal 1500 la pratica della transumanza era ben consolidata e la tassazione che la regolamentava aveva incrementato l’organizzazione dei briganti che si opponevano, a loro modo, al governo di quei tempi e alle famiglie che lo rappresentava

La COSTA: Da questo punto Si può ammirare un panorama affascinante. La vista è aperta perché si è proprio sulla “Costa” di Civitella: la rupe sulla quale è costruito il paese. Oggi c’è un sentiero attrezzato che porta fino alla parte alta dell’abitato; e più precisamente nell’area faunistica di avvistamento delle linci: animali protetti dalla minaccia di una probabile estinzione. Un tempo, e neppure molto lontano, questa era la discarica del paese. Da qui si gettava immondizia che, per poca che potesse essere in passato, quando tutto, ma proprio tutto, veniva utilizzato, ha comunque permesso che nei secoli si for-masse un abbondante strato di terreno fertile e soffice; sulla quale successivamente si è formata una vasta decorazione di flora.

La FONTE: Si trova nella parte più alta del paese. Qui, fino a pochi decenni fa, c’era, oltre la bella fontana in pietra locale, il lavatoio pubblico. Non era in sé una struttura molto antica, venne infatti costruito solo nel 1923 dalla Congregazione di Carità, una società religiosa che operava a Civitella. Questa congregazione aveva anche una chiesa con dei locali annessi: la, detta ancora oggi “Cungrea”, appunto, “congregazione”; si trova lungo questa strada, un poco più basso del Municipio.



