Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San MICHELE – VITTORITO (AQ)

CHIESA di San MICHELE: Si tratta della chiesa più antica di Vittorito, fondata circa nell’VIII seco-lo dai Longobardi che incastellarono il feudo, costruendo la torre ancora presente sopra la collina che sovrasta il paese.

Durante i lavori di scavo del 1970 della Soprintendenza, il pavimento è stato restaurato secondo lo schema medievale, e sono stati rinvenuti basamenti di un tempio romano del II secolo. Si tratta della “cella” che conservava il simulacro del culto, a forma rettangolare, ed è in opus reticulatum. La chiesa fu ampliata nell’epoca del gotico (XIV secolo), o più avanti, vista la ricostruzione di gran parte dei monumenti della zona Peligna dopo il sisma del 1456, e ciò è dimostrato dal ciborio interno, nonché dalla base del campanile, che forse era più elevato. Il nuovo terremoto del 1706 danneggiò nuovamente la chiesa, per cui fu ricostruita la facciata tarda, e manomesso l’interno. La chiesa attuale è una ricostruzione settecentesca dell’originale, che doveva essere più grande, e di certo a pianta longitudi-nale, e non a pianta quadrata con l’esterno in stile tardo settecentesco, differente dal campanile con la base gotica. La chiesa è senza abside sporgente, divisa in tre navate sorrette da eleganti nudi pilastri a piedritti di conci regolari, con semplici basi e collegati da tre conci all’imposta delle archeggiature ogivali di destra (a sesto acuto), e a tutto sesto a sinistra (per rifacimen-to del restauro). La Facciata è formata da conci ben connessi, in basso si aprono due finestrelle di pietra, rifinite in basso, sul davanzale, con blocchi provenienti dal coronamento del podio del tempio romano, e un Portale del ‘700. Esso è ornato sull’architrave da un’incisione a carattere longobardo-gotico (segno che il portale originale è stato manomesso con quello più tardo). Presso il piazzale della chiesa sorgeva il tempio romano, poiché nel 1854 uno scavo permise il ritrovamento di un mosaico in-sieme a molte mensole lavorate. Una lapide posta sul muro laterale della chiesa recita: C.LARONIUS / C.FAVOR / LARONIAE / L.THYNDARIDI. Una seconda lapide recita: L. SARIO L. FIL SER FELICI DECURIONI CORFINIENSIUM / IUVENI INC QUI VIXIT ANNIS XXX MENSIBUS VI DIEBUS X / L. SARIUS FELIX PATER ET PONTIA IUSTINIA MAER FILIO / PIISSIMO ET L. SARIUS IUSTINUS FRATER ET SARIA FELICU / LA SOROR POSUERUNT / L.D.D.D. Il Cam-panile ha pianta quadrata ed è diviso in due lati: il primo è gotico, come dimostra la cornice ad archeggiature, e la finestra stretta e lunga, il secondo è un rifacimento rozzo settecentesco, ed ospita la cella campanaria.

CIBORIO Gotico: E’ costituito da due robuste colonne rotonde davanti e due colonne ottagonali, addossate al muro, e sorreggenti la volta a crociera, rafforzata da costoloni prismatici, delineati e modellati nello slancio, dipinti da affreschi rinascimentali del ‘400. Le colonne e i pilastri sono decorati con foglie e capitelli polistili con motivi vegetali e animali, simili a quelli dell’abbazia di San Clemente a Casauria. La copertura a costoloni è decorata nelle vele con figure a mezzo busto dei Quattro Evangelisti: le pareti laterali mostrano quattro santi in piedi, tra cui spicca Santa Caterina che mostra la ruota del martirio; il lato frontale raffigura l’Annunciazione: dall’angelo Gabriele parte un raggio di luce, lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, che va verso la Madonna orante, con un libro aperto in mano. La parete absidale ha una finestrella dove sono dipinti un Ecce Homo e un Cristo benedicente dentro la mandorla, ognuno dei quali sorretti da un angelo, che volge lo sguardo al medaglione centrale. Alla parte destra della chiesa sono conservate lastre dell’VIII secolo, una di ambone e un’altra di recinzione presbiteriale. Una mostra l’aquila nell’atto di volare stringendo un animale, un agnello. Sopra l’aquila c’è una croce greca contornata da intrecci vegetali; sulla costa del pluteo sono incise lettere della parola URSU, ossia il nome del lapicida.

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