SANTO STEFANO di SESSANIO: Centro medievale appartenuto ai Piccolomini d’Aragona e ai Medici (dei quali è visibile lo stemma sulla Torre dell’Orologio, antica porta di accesso all’abitato), si sviluppa in forma pressoché ellittica al di sopra di un’altura sovrastata da una torre cilindrica. Il tessuto edilizio rinascimentale è interrotto da ripide scalinate e presenta caratteristici tratti di vie coperte. La parrocchiale (Secolo XV) custodisce una statua lignea raffigurante Santo Stefano e una in terracotta della Madonna (XVI secolo). Nell’immagine in evidenza: Interno della Chiesa delle Anime Sante.

Santo Stefano di Sessanio è un comune italiano di 112 abitanti. Il Comune faceva parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli ed è compreso all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia. Il borgo è situato nell’entroterra abruzzese, nella parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d’Italia, al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore, in posizione panoramica verso la valle del Tirino da una parte e la bassa Conca aquilana dall’altra, ad una altitudine di poco superiore ai 1200 m s.l.m. Il toponimo Santo Stefano ha assunto la specificazione “di Sessanio” con Regio Decreto del 21/4/1863 n. 1273. La tesi più accreditata è che essa derivi da una corruzione di Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell’attuale abitato, forse distante sei miglia da un più importante villaggio romano. Le prime notizie di contrade comprese nel territorio comunale di Santo Stefano di Sessanio di proprietà del monastero di S. Vincenzo al Volturno le dobbiamo appunto al Chronicon Vulturnense e risalgono all’inizio del IX secolo. La prima notizia certa dell’esistenza dell’insediamento detto Santo Stefano è dell’an-no 1239. L’opera capillare degli ordini monastici determina un aumento delle terre coltivabili, il ripopolamento delle campagne anche ad alte quote, nonché la nascita e il conso-lidamento di borghi fortificati, tanto più sicuri quanto più in posizione elevata



L’originario abitato medievale fu costruito tra il IX e il XII secolo sui ruderi di un pago chiamato Sextantio (dal latino Sextantia) a indicare la distanza di sei miglia romane da Peltuinum, importante luogo di traffici e centro di collegamento tra Roma e la costa adriatica, la cui posizione strategica ne fece, successivamente, un crocevia fondamentale grazie alla vicinanza con il Tratturo Regio, strada maestra della transumanza che connetteva L’Aquila e Foggia. Nel XIII secolo il borgo era parte integrante della Baronia di Carapelle, feudo posseduto dalla famiglia Piccolomini, ma che alla fine del XVI secolo entrò nell’orbita di dominio del Granducato di Toscana. Sotto la guida di Francesco de’ Medici, Santo Stefano di Sessanio visse il suo periodo di massimo splendore sviluppando intensivamente alcuni commerci tra cui la produzione della lana carfagna, un lana nera di tipo grezzo, che veniva trasportata a Firenze per essere lavorata e prevalentemente impiegata quale tessuto per la realizzazione di uniformi militari e abiti monacali. Successivamente il paese entrò nell’orbita del Regno delle Due Sicilie diventando possedimento privato del re di Napoli fino all’Unità d’Italia; dopo la privatizzazione del Tavoliere delle Puglie ebbe termine l’attività millenaria della transumanza e si avviò un lento processo di decadenza.



Dopo: PORTA MEDICEA. La porta Sud, principale accesso dell’antico Castello, che interrompe la continuità del perimetro esterno aprendosi sulla Piazza principale. La porta permette di accedere all’antico centro storico che è un modello rimasto fermo a centinaia di anni fa con case in pietra, scalinate, archi e camminamenti. Essa è l’unico accesso monumentale che separa il villaggio dall’esterno e che introduce nelle piazzette e negli stretti vicoli del borgo. Ha un impianto medievale con una caditoia per la difesa piombante su cui, alla fine del XVI secolo, fu apposto lo stemma dei Medici.
Dopo ancora: STEMMA della famiglia De’ MEDICI. Sopra la Porta ancora oggi si può ammirare lo stemma dei Medici che furono signori di Santo Stefano dal 1579 al 1743. Lo stemma è contrassegnato da 5 palle e il giglio superiore.


Dopo nella Piazza: CHIESA delle ANIME SANTE o del SUFFRAGIO o della MADONNA del CARMINE. La piccola CHIESA, detta anche della Madonna del Carmine, si affaccia sulla piazza principale del borgo, in prossimità della Porta Medicea ed è caratterizzata da una facciata intonacata a coronamento orizzontale sopra cui si staglia una bella cornice in pietra e da un Portale barocco a timpano spezzato. Il fabbricato originario è stato sopraelevato con una struttura in pietra a vista in cui si apre al centro una piccola finestra circolare. Nel secolo scorso è stato apposto sul prospetto anche un cartiglio monumentale teso a perpetrare la memoria dei soldati di Santo Stefano di Sessanio caduti durante le due guerre mondiali. L’interno è costituito da un’aula unica con soffitto in piano e da una cappella laterale coperta con volta a botte lunettata. L’altare maggiore è dedicato alla Vergine di Monte Carmelo detta anche Maria del Suffragio, purtroppo nel 2001 sono state rubate alcune opere d’arte, tra cui due quadri raffiguranti la “Strage degli Innocenti” e “Sant’Isidoro”.




Dopo: PALAZZO della LOGGIA. A pochi passi da piazza Medicea, il palazzo rinascimentale presenta due piani in pietra senza troppe particolarità. Comunque la mensola e le pesanti cornici alle finestre del primo piano lasciano intuire che il palazzo era abitato da personalità abbienti. Al secondo piano si nota il loggiato che dà il nome all’edificio. Quattro archi a tutto sesto, suddivisi da tre colonne riportanti in basso rilievo motivi geometrici e floreali distinti tra loro differenziano il palazzo della loggia da tutti gli altri edifici in città. Il palazzo della Loggia ospitò anticamente i rappresentanti della famiglia dei Medici che controllavano tutta la zona circostante.


(Prima) ORATORIO di San ROCCO – 1598 (non accessibile): E’ su largo Anelli, proprio fuori le mura cittadine. E’ una piccola chiesetta, collegata direttamente agli altri edifici che disegnano il perimetro di Santo Stefano di Sessanio attraverso il lato dell’altare. Da piazza San Rocco, subito fuori dal centro, è possibile vederne un lato e scorgere le sue forme irregolari, dovute anche alla copertura del tetto in assi di legno su cui sono poggiate le tegole. I suoi spazi sono organizzati su di una sola navata, divisa però in due campate. La prima è dotata di copertura a botte, mentre la seconda ha una copertura a crociera che sormonta l’altare. Questi due spazi sono anche rivestiti diversamente: mentre uno è intonacato bianco, l’altro è ricco di dipinti e ciò testimonia i diversi tempi di realizzazione della struttura. Visibile anche da fuori, il portone di accesso è la parte più decorata della chiesa. Questo è infatti inscritto in una cornice in pietra chiara dall’aspetto regolare e sormontato da un timpano. Sopra, al centro della facciata, una monofora circolare si occupa di portare luce agli interni. Si pensa risalga al 1598, come testimoniato dall’incisione sulla facciata sopra la porta di ingresso.

(Prima e dopo) PALAZZO ANELLI: ll palazzo Anelli è libero su due lati e nelle sue facciate in pietra sono presenti diverse finestre, ad altezze che possono sembrare casuali e tradire differenti aperture che si sono succedute nel tempo. Ogni finestra ha la sua cornice in pietra e quella più grande è posta all’ultimo piano. Questa assume una discreta impor-tanza per le decorazioni di cui è dotata: una mensola a sorreggerla e due colonnine che incorniciano l’a-pertura stessa e si congiungono alla piccola tettoia, sempre in pietra. Palazzo Anelli appartenne a una celebre e ricca famiglia di Santo Stefano di Sessanio, di cui porta ancora il nome.



Dopo: TORRE MEDICA. Torre di avvistamento documentata nel XIV secolo e posta in cima al borgo. Crollata durante il terremo-to del 2009, è attualmente in fase di ricostruzione. Si trattava di una torre di vedetta a pianta circolare, in pietra di montagna, con alcune finestre sul corpo centrale e un coronamento di merlature semplici alla sommità.





(Dopo) PALAZZO MEDICEO “La Bifora”: Il palazzo più grande fu costruito dai Medici come residenza signorile, lungo la via della chiesa. La costruzione in pietra ha due grandi bastioni, e due finestre bifore di gusto tardo-gotico. Il palazzo nei primi anni 2000 è stato trasformato in un albergo ristorante, uno dei più visitati, con il nome: “La Bifora“. La facciata che dà verso l’interno del paese è decorata da un ordine di logge classicheggianti



La CHIESA MADRE di Santo STEFANO si trova fuori dalle mura, all’ingresso del cimitero, seguendo via C. Battisti. La chiesa attuale mostra un aspetto della metà del Settecento, in quanto rifatta dopo i danni sismici del 1703, ma leggendo il portale romanico, si presume che esistesse già dal XIII secolo. La chiesa mostra un impianto rettangolare con facciata quadrata all’aquilana maniera, un oculo centrale, in asse col portale inquadrato da una cornice in pietra bianca, con arco a tutto sesto, e lunetta anticamente decorata da un affresco. Il campanile laterale è una torre quadrata con cuspide piramidale, l’abside è semicircolare. L’interno, al contrario di quanto possa sembrare, è a tre navate, conservando l’impianto storico, con la navata centrale maggiore, voltata a crociera con profondi costoloni, i pilastri hanno archi a tutto sesto, le navate laterali sono più piccole, e mostrano delle tele settecentesche che narrano le storie del martirio di Gesù e Santo Stefano. Il capo altare invece è prettamente barocco, decorato da fastosi pennacchi e stucchi, con la statua del santo. Vi si conservano una statua policroma della Madonna col Bambino e una di Santo Stefano.


(Dopo) SANTUARIO della MADONNA delle GRAZIE: Si trova poco fuori il centro, presso il laghetto di Santo Stefano. Cappella pastorale costruita nel XVII secolo, poi ampliata, è a navata unica, barocca, con portico sulla facciata. Danneggiata soprattutto nel portico nel 2009, è in restauro.

(Dopo) CHIESA della MADONNA del LAGO: Si trova poco fuori dal centro, presso il laghetto di Santo Stefano, seguendo via Umberto I. Cappella pastorale costruita nel XVII secolo, poi ampliata, è a navata unica, barocca, con portico sulla facciata. Danneggiata soprattutto nel portico nel 2009, è in restauro. Al suo interno sono presenti 3 altari, quello principale è titolato alla Madonna delle Grazie ed ha una piccola immagine in pietra raffigurante la Madonna.

LUOGHI da visitare nelle vicinanze: – Campo Imperatore (la famosa piana all’interno del parco Nazionale del Gran Sasso. Questa può essere vissuta in numerosissime maniere: quella più semplice è attraversarla in auto o in moto godendo dei panorami suggestivi durante il viaggio. Un altro bel modo per vivere Campo Imperatore è perdersi lungo i trekking che ne solcano le montagne, la piana e le cime, a contatto con la natura e con gli animali che popolano questa zona dell’Abruzzo. All’interno di Campo Imperatore sono presenti due ristori in cui poter acquistare formaggi e carne e cuocerle nelle griglie a disposizione all’aperto), – Piano Racollo, Lago Racollo, Rifugio Racollo, – Laghetto di Santo Stefano, – Percorso naturalistico guidato fino a Rocca Calascio, – Percorso sciistico per l’Ippovia del Gran Sasso.



