Il Giro delle Chiese

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MACERATA: SANTUARIO della MADONNA della MISERICORDIA

La chiesa primitiva sorse nel 1447 per voto della città di Macerata, al fine di far cessare la peste che imperversava nel territorio. Ricostruita nel 1497 in dimensioni maggiori, dopo pochi anni venne collocata all’interno la grande tela rappresentante la Madonna della Misericordia nell’immagine in evidenza.

La chiesa primitiva sorse nel 1447 per voto della città di Macerata, al fine di far cessare la peste che imperversava nel territorio. Ricostruita nel 1497 in dimensioni maggiori, dopo pochi anni venne collocata all’interno la grande tela rappresentante la Madonna della Misericordia e i santi Sebastiano, Rocco, Andrea e Giuliano. L’interno è assai vario nella sua conformazione: l’ingresso voltato introduce infatti in un’aula rettangolare le cui pareti sono intervallate da lesene ioniche; una leggerissima trabeazione con foglie d’acanto, riprodotte sulla superficie bombata del fregio per mezzo di linee sottili, cinge l’intera sala. L’ambiente è ricco di materiali pregiati, quali il marmo rosa delle lesene o l’oro della trabeazione, e di grandi ovali di Francesco Mancini. L’aula è altresì coperta da una volta a padiglione pregevolmente affrescata con effetti illusionistici, mentre ai lati due porte conducono ai corridoi perimetrali che circondano la chiesa. Un passaggio voltato introduce il fedele ad un angusto presbiterio quadrato, il cui cupolino è retto da quattro colonne corinzie di marmo bianco con strisce di nero. Gli affreschi della volta rappresentano una mossa cornice dalla forma di un ottagono allungato, attraverso cui è possibile intravedere un’eterea e luminosa Assunzione della Vergine Maria, avvolta da morbide nuvole e affiancata da una gioiosa compagnia di angeli. Le figure che affollano la volta nel settore compreso tra la cornice delle lesene e lo sfondato rappresentante l’Assunzione, racchiuse entro nicchioni ornati da valve di conchiglia e festoni, come le bianche statue raggiungono effetti quasi michelangioleschi.

CUPOLINO (in pianta ellisse tratteggiata): Il Presbiterio quadrato è coperto da una piccola cupola  retta da 4 colonne corinzie di marmo bianco con strisce di nero.

La CARULA membranacea cucita sul lato sinistra del Corporale con la più antica attestazione del Miracolo Eucaristico (1536). Il 25-04–358, un sacerdote stava celebrando la Santa Messa quando, giunto all’atto di spezzare l’Ostia consacrata, fu preso dal dubbio della presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucarestia; l’Ostia cominciò a stillare sangue che cadde oltre che nel calice anche nel sottoposto Corporale. Terminato il Divino sacrificio, il sacerdote corse a dar notizia dell’accaduto al Vescovo, il quale ordinò che il prezioso Corporale venisse portato in Cattedrale. Con il tempo il Corporale fu dimenticato in un armadio dell’ altare delle reliquie della Cattedrale, riscoperto fu esposto alla venerazione dei fedeli e collocato sotto l’altare della cappella del Sacramento.

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