La fondazione di Mosciano risale all’897, per opera dei monaci Benedettini. Denominato “Mosciano” fino all’unità d’Italia, successivamente a questa, come altri centri dell’Abruzzo, ha ampliato il toponimo in quello attuale. Il paese è noto per le sue fabbriche di mobili. Posto su una collina, dalla quale si gode una bellissima veduta, ha una interessante torre civica in cotto del quattordicesimo secolo, in cui è murato lo stemma degli Acquaviva d’Aragona. |

MOSCIANO Sant’ANGELO è un comune italiano di 9.100 circa abitanti della provincia di Teramo. Si distende sulla fascia collinare teramana che, tra i fiumi Salinello e Tordino, digrada verso la costa: torri medievali e moderne industrie ne delineano il profilo stagliato tra il Gran Sasso ed il mare Adriatico. L’area del Tordino fu romanizzata a partire dal I sec. a.C. come provano sia l’archeologia, con numerosi resti insediativi, sia la toponomastica relativa alle proprietà fondiarie. La più antica testimonianza scritta relativa al territorio di Mosciano sant’Angelo risale invece all’alto medioevo: in un documento dell’episcopato teramano riguardante l’anno 897 compaiono beni fondiari qualificati come “RES MUSIA-NO”; all’Altomedioevo risale anche la fondazione del “Monastero benedettino di S.Angelo in Musiano” dedicato a S.Michele Arcangelo, santo particolarmente venerato sin dall’epoca longobarda (VI-VIII sec.) nell’Italia centromeridionale. Intorno al Monastero si formò un “borgo fortificato” che a fine Trecento fu sottoposto al dominio degli Acquaviva, duchi di Atri e conti di Castel S.Flaiano (la medievale Giulianova. Simbolo della loro presenza era ed è la Torre Acquaviva eretta nel 1397. Del comune di Mosciano fa parte la frazione di Montone, borgo medioevale suggestivo, dove dal 1994 annualmente si tiene il festival culturale “Montone tra il sole e la luna“.





Chiesa del Santissimo Rosario di Mosciano Sant’Angelo venne eretta originariamente nel 1853, ma quella che possiamo ammirare oggi è frutto di un recente restauro, infatti nel 1985 a causa dell’esplosione di una stufa a gas l’edificio venne gravemente danneggiato. Grazie alla volontà di don Giuseppe Picchini la chiesa è stata ristrutturata e restituita al culto. L’edificio di culto realizzato per volontà della congrega del Santissimo Rosario, la più antica di questo paese dell’Abruzzo, appare simile al Pantheon di Roma: a pianta circolare sorge in quello che anticamente veniva chiamato “Largo della Croce”. Durante i lavori di scavo fu ritrovata una bellissima croce d’argento attribuita a Benvenuto Cellini ed oggi esposta al Museo di Pietrogrado. Al suo interno è possibile ammirare il trittico superiore realizzato dall’artista Francesco Patella, al cui centro vediamo la Vergine del Rosario con in grembo Gesù Bambino ed una corona di angeli; a destra Santa Caterina da Siena e le suore del suo ordine; a sinistra la figura di San Domenico ed i suoi discepoli. Al centro del trittico inferiore vi è l’Agnello di Dio; nella parte di destra il pontefice Pio XII ed in quella di sinistra l’Arcangelo Gabriele. Nelle quattro nicchie laterali, invece, è possibile ammirare i dipinti dei 4 evangelisti (Luca, Marco, Matteo e Giovanni). Le pitture sono state ridipinte dall’artista Dante Barlafante nel corso del restauro avvenuto negli anni ’80 del Novecento.






















