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CATTEDRALE di San PANFILO – SULMONA (AQ)

Chiesa cattedrale della città di Sulmona e della Diocesi di Sulmona-Valva, la cui costruzione risale all’anno 1075. Si presenta oggi come il risultato di una serie di stratificazioni architettoniche sovrappostesi nei secoli a partire dall’originaria edificazione (secondo la tradizione) su un tempio di età romana. In origine dedicata a Santa Maria, subì una serie di trasformazioni già nel XII secolo e in tale epoca fu dedicata al santo patrono di Sulmona, San Panfilo.

Chiesa cattedrale della città di Sulmona e della Diocesi di Sulmona-Valva, la cui costru-zione risale all’anno 1075. Si presenta oggi come il risultato di una serie di stratificazioni architettoniche sovrappostesi nei secoli a partire dall’originaria edificazione (secondo la tradizione) su un tempio di età romana. In origine dedicata a Santa Maria, subì una serie di trasformazioni già nel XII secolo e in tale epoca fu dedicata al santo patrono di Sulmo-na, San Panfilo. Colpita e gravemente danneggiata in seguito al terremoto del 1706, fu ri-costruita con forme barocche, in parte ancor oggi visibili, nonostante i recenti restauri. Ha il rango di basilica minore. Di originale resta la facciata dal punto di vista esterno, in stile gotico, incentrata sul Portale di Nicola SALVITTI, con lunetta affrescata trecentesca di Leonardo da Teramo. Il Portale è affiancato da colonne che reggono le edicole in cui alloggiano le statue di san Panfilo e san Pelino (opere di Nicola SALVITTI, 1391).  L’interno barocco a tre navate possiede all’ingresso due sarcofagi, uno dei quali del vescovo Bartolomeo de Petrinis. L’altare maggiore è rialzato con una rampa di scale, che portano da un lato verso la sacrestia, dall’altro conducono alla Cripta gotica con il sarcofago del vescovo. La chiesa è a pianta basilicale, conservatasi immutata, nonostante i numerosi rimaneggiamenti che il tempio ha subito nei secoli; le tre navate sono scandite da colonne romaniche. Due monumenti funebri, uno del vescovo Bartolomeo De Petri-nis (1422 e l’altro probabilmente della sorella dell’alto prelato, sono visibili al muro della controfacciata. Alle spalle dei mausolei funebri si trovano due affreschi del ’400, una Crocifissione e il Redentore tra due santi. L’organo posto sotto l’ingresso è del XVIII secolo e si presenta con fattura di legno dorato. Il presbiterio immette verso un coro in legno del 1751, opera di Ferdinando Mosca ed un altare maggiore policromo di marmo del XVIII secolo. Nelle navate laterali sono da segnalare gli altari marmorei e il fonte battesimale di scuola napoletana (1757) e un Crocifisso del XIV secolo; nella cappella sulla destra del presbiterio, bella scultura in legno con l’Estasi di santa Teresa di Giacomo Colombo del 1707.

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