Il Giro delle Chiese

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ABBAZIA di Santa MARIA di RONZANO – CASTELCASTAGNA (TERAMO)

La Chiesa di Santa Maria di Ronzano sorge isolata sopra ad un colle della valle Mavone, in località Ronzano, fu costruita nel 1181, e ha mantenuto lo stile romanico nella facciata. L’interno gotico ha tre navate con soffitto in legno. Il catino absidale contiene un ciclo d’affreschi medievali su cui la critica storico-artistica ancora dibatte la datazione: 1181 o 1281. 

La CHIESA di Santa MARIA  di RONZANO sorge isolata sopra ad un colle della valle Ma-vone, in località Ronzano, fu costruita nel 1181, e ha mantenuto lo stile romanico nella facciata. L’interno gotico ha tre navate con soffitto in legno. L’edificio appartenne al complesso monastico abbaziale dell’ordine dei benedettini che qui ebbero anche il convento, ormai scomparso, ed inclusa nel 1902 nell’elenco dei Monumenti nazionali italiani. L’abbazia è inserita in un itinerario turistico religioso denominato “Valle delle Abbazie”. Gli archi sono a tutto sesto su pilastri quadrangolari; presbiterio a tre campate con volta a crociera. La facciata è a capanna tripartita con portale scandito in tre archi di pietra bianca. La parte posteriore ha tre absidi. Lo stile architettonico della chiesa è caratterizzato da una chiara impronta di stile romanico pugliese che si ritrova nell’impostazione delle finestrature, negli archi ciechi della zona del presbiterio e nella pianta che, sebbene internamente racchiuda tre absidi semicircolari, esternamente appare rettilinea. Queste caratteristiche accomunano la fabbrica di Ronzano alle chiese pugliesi della cattedrale di Bitonto, del duomo di San Corrado a Molfetta e della basilica di San Nicola a Bari. Il prospetto, tripartito a spioventi, è stato alzato utilizzando laterizi lisci, lasciati a vista, disposti a taglio, ordinati uniformemente e pietre chiare, squadrate, poste in corrispondenza del movimento degli archi interni e delle mura del perimetro. La facciata è aperta da tre portali, due monofore ed un rosone ormai privo della raggiera, ma che conserva la sua cornice.

I Muri esterni dei fianchi della chiesa sono anch’essi costituiti da mattoni e conci di pietra, dove questi ultimi sono stati accostati ed ordinati per generare forme di decoro che rispettano lo stesso succedersi delle archeggiature interne. Le linee chiare della pietra, che emergono dal rosso laterizio, disegnano un’ossatura che incornicia archi ciechi tra lesene su entrambe le porzioni longitudinali e sulla parete presbiteriale, dove si raccordano ai 4 archi ciechi e alla grande Monofora che si apre al centro dell’abside. L’intero tessuto murario presenta finestrature di monofore, alcune a fessura, altre di media grandezza delimitate da transenne decorate con motivi a tralcio e la più grande della zona dell’abside. Questa ha dimensioni maggiori rispetto a tutte le altre, si apre tra due colonnine poggianti su mensole e sovrastate da capitelli decorati a palmette. Il suo contorno è incorniciato da una fascia scolpita con frutta e fiori ed ha il vano sbarrato dalla sua transenna lapidea traforata e lavorata a scacchiera. Al di sopra del tetto della parete di fondo trova la sua collocazione il Campanile a vela realizzato, anche questo, in mattoni e pietra.

INTERNO:

L’interno ha una struttura longitudinale, quasi rettangolare. Il suo spazio è ripartito in 3 ampie navate, con quella centrale di altezza maggiore. Ogni navata è composta di 3 valichi, sorretti da pilastri cruciformi, e termina con un’abside di modesta profondità. La porzione d’interno dove insistono le navate ha una copertura a capriate, mentre la zona del presbiterio è chiusa da 3 volte a crociera. AFFRESCHI: Il catino absidale contiene un ciclo d’affreschi medievali su cui la critica storico-artistica ancora dibatte: sono variamente datati 1181 o 1281  (gli affreschi nel transetto e nelle absidi sono miracolosamente scampati all’incendio del 1183), in base all’interpretazione che viene data dell’iscrizione dipinta che corre alla base della calotta absidale. Nella calotta absidale è rappresentato Cristo benedicente all’interno di una mandorla, attorniato da 4 angeli in volo: nella mano sinistra tiene un disco su cui è scritto EGO SUM LUX MUNDI o altrimenti EGO SO(L)LUS MUNDI. Nel primo registro della parete absidale sono rappresentati i 12 apostoli, con al centro la rappresentazione dell’Annunciazione, con la Vergine Maria e l’arcangelo Gabriele, rispettivamente alla destra e alla sinistra della finestra. Nel secondo registro iniziano le scene relative all’infanzia di Cristo: la prima scena a sinistra mostra la Visitazione della Vergine Maria a sant’Elisabetta; segue la Natività di Gesù, con il Bambino doppiamente rappresentato.

La RELIQUIA della VERA CROCE:

Attraverso la porta in fondo alla navata destra si accede ad un ambiente che custodisce, tra le altre cose, un’antica e preziosa croce lignea a doppia traversa rivestita in lamina dorata filigranata e decorata con gemme di diverse fogge, dimensioni e colori. Nel corpo della croce è inserito un frammento ligneo anch’esso cruciforme venerato come reliquia della croce Vera Croce di Gesù Cristo. La stauroteca di Ronzano (Reliquiario paleocristiano destinato a conserva-re frammenti della Croce di Cristo) è di incerta datazione ma per gusto e impiego delle gemme può essere databile tra il XI e il XIII secolo. La leggenda locale vuole che sia stata rinvenuta in un campo adiacente all’abbazia durante l’aratura, pare che i buoi che trainavano l’aratro si siano inginocchiati nel bel mezzo del lavoro nonostante le frustate del loro conducente, il contadino decise così di scavare dinanzi ai buoi dove rinvenne la custodia contenente la croce bizantina. Nelle campagne di Ronzano, nei pressi del fiume Mavone, si celebra il culto di Santa Maria Assunta nell’omonima abbazia benedettina. Narrazioni miracolose legano la venerazione della Vergine al luogo, e all’adorazione della reliquia della Vera Croce, ritrovata nei campi vicini da un contadino e dai suoi buoi aratori. Il giorno dell’Assunzione di Maria i bambini sono portati in chiesa per ricevere dalla Croce una speciale protezione, mentre il piazzale antistante si popola di animali, giostre e bancarelle per l’antichissima fiera del bestiame e dei prodotti agricoli locali.

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