Il Giro delle Chiese

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SPOLTORE – PESCARA

 Il centro storico della città sorge su una collina a circa 185 m. s.l.m., mentre nei territori pianeggianti della Val Pescara, lambite dal fiume omonimo, sorgono le popolose frazioni di Villa Raspa e Santa Teresa. In data 25 maggio 2014 i residenti dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore si sono espressi favorevoli con grande maggioranza in un referendum a favore dell’istituzione di un unico comune. La relativa legge regionale è stata approvata in data 8 agosto 2018, fissando il 1º gennaio 2022 come data di nascita del nuovo comune. La scadenza è stata in un primo momento differita al 1º gennaio 2023 e successivamente al 2027, poi si vedrà. Probabilmente i politici temono di perdere privilegi e cariche mentre il territorio ha perso e continua a perdere sicuramente notevoli finanziamenti.

Il caratteristico borgo di Spoltore secondo ricostruzioni fatte negli ultimi anni e con le quali non tutti gli studiosi sono concordi, faceva parte del gruppo delle quattro città vestine più importanti ed il suo nome originale poteva essere “Angulum”. È sempre stato un centro importantissimo per il commercio e non solo, infatti essendo ben collegata, anche incursioni straniere trovavano facilmente accesso in esso ed in particolar modo gli agguerriti Saraceni erano coloro che si divertivano a saccheggiare il florido paese. L’unica soluzione a quello che era diventato un insormontabile problema fu la costruzione di un “castello” che inizia proprio con la fortificazione del centro abitato, intorno al quale vennero costruite mura possenti e difficilmente espugnabili che servirono proprio a difendere la gente del posto dalle razzie e dai saccheggi che ormai erano diventati un pericolo quotidiano per la popolazione.

Palazzo DE CESARIS:

Il palazzo è una costruzione del XVIII secolo sul sito del preesistente castello me-dievale. Nel Settecento il palazzo al piano inferiore ospitava delle botteghe di ce-ramiche loretana, e prese l’attuale nome nel 1935, quando fu acquistato dalla famiglia De Cesaris. Quando la famiglia entrò in crisi economica, tentò di affidarlo al comune come sede dei carabinieri, ma a causa dell’inagibilità dell’edificio per mancanza di restauri, andò in semi-abbandono, e fu affidato a Luciana De Cesaris. Costei si adoperò molto per far rinascere il palazzo, e lo restaurò negli anni ’60. Il castello-palazzo si presenta come una fortezza dal muro perimetrale imponente ed omogeneo, con qualche finestrella e una sola apertura dal basso. Diversamente l’altra facciata, non modificata dai lavori, guarda verso il centro storico dalla parte più alta, con le sobrie forme di palazzo gentilizio settecentesco, sovrastato dalla torretta quadrata di avvistamento, con merlature a ghibelline. L’interno, al piano terra, vi erano delle botteghe e sette cisterne, insieme a una stalla; al piano superiore varie sale comunicanti, che corrono intorno a una chiostri-na. Con il restauro sono venuti alla luce antichi affreschi rinascimentali, e la pavi-mentazione a ciottoli del corridoio del pianterreno, dove passavano le carrozze. Il grande magazzino dalle volte a crociera sorrette da colonne, fu usato nel periodo risorgimentale come armeria. Luciana De Cesaris nel 1974 dopo il restauro espres-se il desiderio di affidare il palazzo alla comunità spoltorese come museo di cera-miche, mentre la parte di base sarebbe servita come cantina per lanciare il turismo vinicolo abruzzese.

La vecchia fortezza dell’XI secolo conserva solo pochi elementi originari tra i quali: alcune basi murarie e alcuni torrioni. Tanta muratura a mattoni , gradinate e percorsi, realizzati da pochi anni. Dalla terrazza alla sommità si ha una vista eccellente: infatti da essa, durante le giornate più limpide, si ha una ottima veduta dei monti Majella, Gran Sasso, Monti della Laga, Monti gemelli, parte del Sirente e persino la vetta del Monte Vettore in Provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Il sito del castello è urbanizzato ed è stato inglobato dalle abitazioni  storiche della parte più alta del paese. Si potrebbero recuperare ancora alcuni ambienti, ma quel poco che rimane è in abbandono e in stato di crollo.

Villa MONTANI: La villa (in basso) si estende, imponente, sul lato nord dell’ultimo terrazzamento alla sinistra del Pescara, in un punto nel quale fin dall’antichità il sistema viario della bassa valle del torrente Fosso Grande si apre a raggiera verso tutte le direzioni. Sul finire della seconda metà dell’800 la villa è acquistata dall’avvocato e giornalista Berardo Montani, uno dei maggiori protagonisti della vita politica ed economica della nascente città di Pescara. Ristrutturata e ampliata su progetto del cugino ingegnere – architetto Vincenzo Pilotti, si presenta ancor oggi, con l’ampio terrazzo che la circonda per tre lati, come modello abitazione signorile di prestigio. Requisita il 3 novembre 1943 dalle forze tedesche ospita fino alla liberazione lo Stato maggiore del Gruppo costruzioni Lenort incaricato di eseguire le fortificazioni lungo il tratto della costa adriatica prospiciente la città di Pescara. Ai giorni nostri è sede di un’importante azienda agricola. Nel suo parco è presente una colonia di daini e mufloni.

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