E’ ritenuta uno dei monumenti più importanti d’Abruzzo. Si trova nel rione Civitanova, in corso Garibaldi. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell’architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l’aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni), e con la realizzazione di una seconda facciata pseudo-gotica, che accoglie un portale che probabilmente si trovava su un lato dell’antico edificio. E’ in via di restauro definitivo.


CATTEDRALE di SANTA MARIA MAGGIORE: E’ ritenuta uno dei monumenti più importanti d’Abruzzo. Si trova nel rione Civitanova, in corso Garibaldi. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell’architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l’aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni), e con la realizzazione di una seconda facciata pseudo-gotica, che accoglie un portale che probabilmente si trovava su un lato dell’antico edificio. Il Campanile turrito si trova lungo via Garibaldi, accanto a un nartece romanico, che si suppone fosse l’ingresso antico prima della realizzazione del nuovo accesso monumentale. Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il Portale principale (aggiunto nel 1317 e firmato Francesco PETRINI (o Perrini) e ritenuto uno dei più importanti del gotico abruzzese), il Rosone dello stesso PETRINI, ed il piccolo portale laterale della scuola pugliese federiciana. FACCIATA PRINCIPALE (a sinistra): Il prospetto principale si innalza sulla piazzetta antistante mediante una scalinata recintata alla base da un cancello in ferro battuto risalente al 1901. Al termine di essa vi è il portale, nella cui lunetta è inciso, sopra l’architrave, il nome dell’artefice dell’opera, Francesco PETRINI (o Perrini) e la data di realizzazione -1317, insieme con una raffigurazione scultorea della crocifissione. Il Portale vanta virtuosismi decorativi tra i più pregiati dell’arte abruzzese del ‘300, quali gli archi ogivali sotto il timpano triangolare, la notevole strombatura e il patrimonio scultoreo. A fiancheggiarlo vi sono due bifore, notevolmente strombate, con un arco a tutto sesto delimitato da colonnine tortili e decorato con sculture vegetali a punta di diamante. Il Rosone è posizionato in asse al portale. Presenta una notevole strombatura ed è costituito da cerchi concentrici, di cui il più esterno possiede una corni-ce ornata a bassorilievi con motivi floreali. La ruota è composta da 12 colonnine radianti, che sugli assi principali diventano tortili. I collegamenti tra esse a due a due avvengono tramite archetti a tutto centro, saltando una colonnina di volta il volta, generando, con il loro intreccio, un motivo a traforo polilobato. Una fascia aggettante circonda il rosone dalla muratura. Ornata da sculture a motivi vegetali, essa termina al centro, dove viene sorretta da due colonnine tortili che poggiano su altrettanti telamoni a mensola.


All’interno dell’antica Chiesa erano presenti altre opere, sempre presso l’altare, oltre alla pala monumentale settecentesca dell’Assunzione di Maria di Giuseppangelo RONZI, poi il trittico di Girolamo Galizzi da Santacroce che mostra la Madonna col Bambino tra San Nicola di Bari e San Tommaso (1531). In una nicchia presso l’antica facciata romanica si trovava un gruppo della Crocifissione con Maria e San Giovanni, realizzato con statue lignee da Domenico RENZETTI (XVIII secolo), più una statua dell’Addolorata, protettrice della confraternita di Santa Maria Maggiore. Altre opere di pregio sono state traslate dalla chiesa nel vicino Museo Diocesano per sicurezza, e componevano l’arredo liturgico della porzione cinquecentesca della chiesa a due navate, oggi sconsacrate e adibita a sacrestia. Altre opere sono una collezione di piccoli reliquiari dorati. Nella Chiesa romanica è presente un’urna lignea (9) con il simulacro in ceroplastica contenente il corpo santo di nome Donato, detto San Donato fanciullo martire, venerato il 2 maggio.






CONTROFACCIATA







Crocifisso di NICOLA da GUARDIAGRELE del 1422. La croce lancianese è stata realizzata con oro smaltato e finemente lavorato, ha forma latina con estremità trilobate, decorata lungo il suo perimetro da 28 sferette in rame dorato. Il fondo della croce è decorato da racemi vegetali a foglie di cardo, motivo tipico della produzione di Nicola. Il nodo sotto la croce è a forma di tempietto esagonale con le facce costituite da nicchie con figurine degli Apostoli, separate da piccola paraste decorate a niello con smalto blu e tralci vegetali. Sul retro, all’incrocio dei bracci, c’è la figura di Cristo in croce, realizzato con perfezione dei dettagli e con il perizoma falcato da morbide pieghe. Ai lati ci sono la Madonna e San Giovanni compiangenti. Sul dritto della croce si trova l’immagine sovrastante del Redentore benedicente che tiene in mano il libro con i versetti degli Evangelisti, mentre al di sotto nelle lobature si trovano tre scene mariane con al centro la “Morte della Vergine“: il ciclo mostra l’Annunciazione, l’Incoronazione, e infine la Transito di Maria.

NAVATA Destra (3)
















